domenica 16 novembre 2008

L'imposizione dell'obbligo di registrazione dei blog (e delle testate giornalistiche) presso il Tribunale


La normativa in materia è sufficientemente confusa da meritare un ripensamento legislativo. Alcuni mesi fa, un blogger è stato condannato proprio per non essersi iscritto al registro. Nella motivazione della sentenza, il suo blog si presentava come una "testata", aveva intento informativo, e pubblicava regolarmente. Per questi motivi, valeva secondo il giudice la normativa che interessa i media tradizionali. Non voglio qui discutere la sentenza, la cui motivazione mi è parsa in alcuni punti incoerente. Esiste sicuramente un margine interpretativo della legge attuale che lascia spazio a credere che anche i blog di carattere informativo debbano, in certi casi, registrarsi. Altrettanto sicuramente, la legge non è chiara a riguardo.

Per fare chiarezza, il parlamento non vede altra soluzione che definire un insieme di blog, o siti internet in generale, per i quali debba sussistere l'obbligo di registrazione (nessuno, si spera, vuole intasare i tribunali di registrazioni da parte di blog dove gli utenti condividono con l'umanità il proprio diario personale). La definizione scelta dall'ultima proposta di legge è quella di obbligare i siti che siano "frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro". Dubito assai che questa norma fornisca la chiarezza tanto desiderata. 

Anche se una definizione sufficientemente precisa fosse possibile, nessuno sembra metter in dubbio l'istituto della registrazione, che secondo me andrebbe abolito anche per la carta stampata. Occorre seriamente ripensare alle motivazioni sottostanti l'obbligo che oggi esiste per la stampa tradizionale. Esistono due principi fondamentali meritevoli di protezione: la libertà di parola e di stampa, e la facilità di perseguire chi compie reato a mezzo stampa. Secondo la giurisprudenza corrente l'obbligo di registrazione, di natura prettamente formale, non limita la libertà di pubblicare, ma facilita l'individuazione dei soggetti che commettono reati.

Occorre fare attenzione alle parole. Ogni obbligo impone un costo per chi ne à assoggettato. L'obbligo di registrazione, per un quotidiano di natura commerciale, è un costo certamente limitato, in rapporto agli altri costi necessari alla pubblicazione. Ma non è un costo nullo: occorre informarsi su quali documenti siano necessari, perdere una giornata per andare in tribunale, preparare la carta bollata e controbollata, etc... Tale costo diventa però significativo per un blogger che vuole pubblicare dal suo laptop senza pensarci due volte, tanto da poterlo indurre a non iniziare a scrivere.

Ma quali sono i vantaggi? Davvero pensiamo che un nome ed un indirizzo scritti in un elenco presso il Tribunale facilitino l'individuazione di chi diffama o commette altri reati attraverso i propri scritti? Questo è sicuramente poco vero per la carta stampata: per la Polizia basta andare nella sede del giornale e compiere le necessarie ricerche. È un po' più vero per i blogger, che scrivono spesso nel totale anonimato. Ma anche per i blogger le generalità di chi scrive sono reperibili, per esempio attraverso indagini presso i fornitori della connessione Internet.

Si potrebbe dunque obiettare che la possibilità di pubblicare anonimamente suggerisca che la registrazione sia più importante per i blog che per la carta stampata. Ma non è affatto così: affermazioni e diffamazioni compiute nel totale anonimato sono meno credibili di quelle firmate con nome e cognome, e quindi meno pericolose. Diffamazioni compiute tramite media di qualsiasi tipo sono certamente più gravi di quelle pronunciate al bar, ma certamente la legislazione penale sa tener conto di questa maggiore gravità senza che sia necessario assoggettare  tutti coloro che vogliono esprimere la loro opinione, via internet o giornalino, a una schedatura preventiva.

L'imposizione dell'obbligo di registrazione va pesato con i costi e vantaggi che esso comporta. Nell'era di internet, i costi di pubblicazione e diffusione delle idee sono diventati estremamente ridotti. L'obbligo di registrazione limiterebbe considerabilmente la libertà di parola su internet, oltre a sembrare il segno di una società arcaica. In quale altro paese democratico e liberale lo stato sente l'esigenza di schedare chi scrive su Internet?

di Andrea Moro

Link: http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/La_registrazione_dei_blog_(e_delle_testate_giornalistiche)_presso_il_Tribunale#body

USA: Senza il superfluo le vendite crollano



Nuovo record negativo negli Stati uniti: ottobre le vendite al dettaglio sono crollate del 2,8%. Secondo il Dipartimento al commercio si tratta della maggiore caduta da quando nel 1992 l'indice è stato creato. Ma non è solo l'economia reale a registrare performace fortemente negative. Anche la finanza seguita a traballare sotto i colpi della crisi dei mutui. E non solo quelli subprime: ieri il colosso Freddy Mac ha reso noto che nel terzo trimestre ha perso 25 miliardi di dollari, una cifra di poco inferiore ai 29 miliardi di dollari persi nello stesso periodo da Fannie Mae, l'altro gigante che sopravvive solo grazie al salvataggio pubblico.
Ma è l'economia reale a destare le maggiori preoccupazioni: la caduta delle vendite al dettaglio è il segnale di una crisi dei consumi che sta coinvolgendo tutti i settori e che lascia prevedere un quarto trimestre fortemente negativo per quanto riguarda l'andamento del Pil statunitense, già in decrescita nel terzo trimestre. Le vendite al dettaglio di fatto sono in caduta da alcuni mesi. Da quando cioè si sono esauriti gli effetti positivi degli sgravi fiscali che in maggio e giugno hano dato un po' di sollievo ai consumatori a stelle e striscie. Ma è il dato annuale dei consumi a far paura: al netto dell'inflazione, sono crollati di oltre l'8%.
In settembre la crisi era evidente: le vendite erano cadute dell'1,3%. La variazione di ottobre quindi raddoppia il dato negativo del mese precedente e, secondo tutti gli esperti, si tratta di un pessimo segnale in vista di quella che un tempo era il consumismo più sfrenato: le vendite natalizie, che negli Usa concentrano circa il 50% di tutte le vendite dell'anno. Ma nel 2008 non sarà così: parecchie stime indicano che per le festività le vendite potrebbe diminuire almeno del 5%. Questo perché chi ha qualche soldo tende a tenerselo ben stretto o a coprire i buchi del credito al consumo. A deprimere le vendite, ovviamente, è stata anche la forte cerscita dei senza lavoro: 6,5% il tasso di disoccupazione in ottobre (oltre 10 milioni i disoccupati, dei quali quasi 4 milioni - il dato più alto dal 1983 - percepiscono sussidi di disoccupazione) ma con una previsione di crescita fino all'8,5% nel corso del 2009.
Tornando al calo delle vendite in ottobre, spicca il crollo degli acquisi di benzina (-12,7%) nonostante la notevole flessione dei prezzi alla pompa. Male - e si sapeva - le vendite di auto (-5,0%) ma anche i prodotti elettronici (-2,3%) nonostante le vendite promozionali con prezzi scontatissimi che hanno lanciato tutte le grandi catene. 
Continua intanto l'ottovolante sulla borsa di New York, dove giovedì l'indice S&P 500 ha avuto un intervallo di oscillazione praticamente identico a quello dell'intero 2005. Ieri la volatilità non è stata da meno: la depressione indotta dal dato sulle vendite al dettaglio è durata poco, e dopo aver perso oltre il 4%, a un'ora e mezza dalla chiusura gli indiici si avviavano verso la parità.
Fonte: il manifesto

FMI: L'accordo per strangolare l'umanità




Trattasi di un documento confidenziale strategico per l'incontro del G-20 che si terra' a Washington il 15 Novembre. L'incontro non e' da considerarsi in nessun modo una nuova Bretton Woods (conferenza tenutasi nell'omonima cittadina nel 1944 che portò alla creazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. ndt) ma un tentativo guidato dagli Inglesi per imporre con un'unica manovra la dittatura del Fondo Monetario Internazionale (FMI) sull'intero pianeta, spazzando via ogni speranza di ripresa economica, modernizzazione dei paesi in via di sviluppo, e la sovranita' nazionale. 

In accordo a questo programma, il Fondo Monetario Internazionale dettera' le politiche economiche per tutti gli stati. L'ortodossia del Fondo Monetario Internazionale si puo' riassumere con austerita', sacrificio, privatizzazioni, depotenziamento dei sindacati, libero commercio, sfruttamento intensivo e l'impedimento per le nuove tecnologie. Queste politiche strangoleranno l'umanita'.


Secondo resoconti, Il blocco Brasile-Cina-Russia-India e' alquanto critico nel mettere un potere cosi' ampio nelle mani del Fondo Monetario Internazionale, che e' dominato dagli Stati Unuiti e dalla Gran Bretagna, con il Primo Ministro Gordon Brown e il Segretario del Tesoro Paulson della Goldman Sachs impegnati nel dettare le regole.

I nuovi piani di ripresa economica cinese sono all'opposto del salvataggio dei banchieri imposto fino ad ora nei paesi piu' ricchi. I cinesi spenderanno 585 miliardi di dollari in infrastrutture, trasporti, edilizia e produzione alimentare, con un occhio di riguardo per ferrovie, areoporti e strade. Il pacchetto economico cinese si basa sullo spirito del New Deal del presidente Franklin D. Roosevelt, e rinforzera' lo sviluppo ed il progresso per la Cina. Al contrario, il salvataggio da 700 miliardi USA, ed i similari interventi di Gran Bretagna ed UE sono solo un futile tentativo di sostenere la bolla di un quadrilione di dollari di derivati.
Una sensibile politica economica comincia solo spazzando via il cancro degli strumenti derivati.

Gli interessi dell'umanita' possono essere serviti solamente prevenendo i partecipanti alla conferenza di Washington di portare avanti il piano piu sotto evidenziato. Se la Russia, Cina, e i paesi in via di sviluppo possono costituire una efficace opposizione, il mondo si dividera' in due blocchi contrapposti; un blocco a favore degli strumenti finanziari derivati, di stampo Malthusiano-monetario favorevole alla finanziarizzazione dell'economia, il quale tendera' per sua natura politica a rimanere indietro; e, dall'altra parte, un blocco contrario agli strumenti derivati, che aggreghi nazioni favorevoli allo sviluppo delle politiche produttive, avvalendosi dei piu' moderni ed efficaci ritrovati scientifici ed economici. Tutte le persone di buona volonta' in ogni nazione sono incoraggiate a mobilitarsi per essere sicuri che la propria nazione possa unirsi al blocco progressita.

I preparativi per il summit economico del 15 Novembre a Washington sono gia' allo stadio avanzato. Qui ci sono i 5 punti che sono correntemente in agenda per essere recepiti dai capi di stato invitati. A grandi linee, la filosofia e' quella di continuare il percorso di globalizzazione rinforzando i liberi scambi e creare un governo economico globale sotto l'egida del Fondo Monetario Internazionale.

Il programma del Fondo Monetario Internazionale prevede i seguenti punti:

1) Richiesta che le agenzie di valutazione siano registrate presso un'autorita' centrale, monitorate e operanti sotto precise direttive.

2) bloccare l'adozione del "convergence of accounting standards",(*) riesaminando le regole dell "fair market value"(**) nel campo finanziario, inquadrandole nell'ottica della prudenza e del conservatorismo.

3) Fare in modo che nessun segmento di mercato, territorio o istituzione finanziaria possa esimersi da una proporzionata ed adeguata regolamentazione o al limite alla sorveglianza.

4) la messa a punto di un codice di condotta per evitare l'assunzione di rischi eccessivi per l'industria finanziaria, includendo anche le aree di compensazione. I supervisori dovranno attenersi a questo codice, durante la valutazione del profilo di rischio delle istituzioni finanziarie.

5) Affidare al Fondo Monetario Internazionale la responsabilita' primaria, congiuntamente con il FSF ( Forum della stabilita' finanziaria - Basilea ) nel raccomandare le misure necessarie a ricostruire la fiducia e la stabilita'.

Il Fondo Monetario Internazionale deve essere dotato delle risorse essenziali e degli strumenti adeguati per supportare i paesi in difficolta', in modo da esercitare il suo ruolo di sorvegliante macroeconomico nel modo piu' efficace.

di Webster Tarpley
Fonte: www.rense.com/
Link: http://www.rense.com/general84/secr.htm

Traduzione a cura di WARLOCK per http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5250
NOTE DEL TRADUTTORE


* In pratica, la necessita' per gli USA di aderire ad uno standard internazionale relativo alle modalita' di stesura dei bilanci, passando da un sistema basato su regole ad un sistema basato su principi. A detta di molti, il sistema attualmente vigente in USA, fortemente regolamentato puo' permettere a commercialisti e contabili in malafede di aggirare le regole, operando formalmente in maniera legale, ma in pratica agendo in maniera fraudolenta. Esperti ritengono che tale sistema contabile sia una delle cause dei recenti scandali finanziari USA. 

**Con "fair market value" si puo' intendere un criterio capace di esprimere il potenziale valore di un elemento patrimoniale, in maniera indipendente ed oggettiva, tenendo in considerazione sia le condizioni di mercato sia le specifiche peculiarità dell'elemento oggetto di valutazione - da Wikipedia

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