lunedì 3 novembre 2008

Più armi e meno ricerca. Parola di Silvio!

Per comprare quattro droni lo Stato spende 260 milioni di euro. Quanto basterebbe per pagare 25 mila euro all'anno di stipendio a oltre 10 mila ricercatori universitari


Lo scorso cinque agosto il governo italiano ha annunciato che acquisterà quattro esemplari di droni spendendo 330 milioni di dollari, compresi ricambi, assistenza e corsi di

formazione. I droni, per inciso ma non troppo, sono dei velivoli senza pilota utilizzati per fare ricognizioni e bombardamenti su zone particolarmente ricche di attività contraerea.

L'economista da bar mi suggerisce di fare due conti facili facili.

330 milioni di dollari Usa sono circa 260 milioni di euro stando un po' abbondanti con il cambio dollaro/euro.

Con 260 milioni di euro se pago uno stipendio di cinquantamila euro per un anno ad un ricercatore... che dite... esagero? Forse cinquantamila sono troppi ché poi si montano la testa.

Però se gliene do venticinquemila all'anno, che sicuramente è di più di quanto prendono ora... ne accontento sicuramente 10.400.

10.400 ricercatori in un anno vuoi mica che riescano a "ricercare e scoprire" qualcosa e io, Stato, riesco a brevettare qualche invenzione in modo da fare un po' di soldi? Le invenzioni attirano investimenti, si

mettono in moto circoli virtuosi...

Però... anche se andasse non proprio bene... anche dar da mangiare dignitosamente a 10.400
persone per un anno, invece di comprare 4 aeromodelli da combattimento... Secondo me sarebbe già una bella scoperta.


Soprattutto perché le 10.400 persone costruiscono. E i 4 aeromodelli se ben equipaggiati, purtroppo, distruggono.

di Gianpaolo Concari

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/12549/Armi+o+sapere%3F

LE FOLLIE DEI BONUS A WALL STREET





Avete creato un'economia così instabile che la bancarotta di poche grandi aziende potrebbe significare una catastrofe mondiale. 

Le vostre iniziative hanno fatto perdere al mondo 10 mila miliardi sui mercati azionari solamente nello scorso mese. 

Avete dato inizio ad una recessione/depressione mondiale che andrà avanti per anni. 

Perciò, come punizione, vi daremo $ 20 miliardi di bonus. 

No, non è una gag del Saturday Night Live. È quanto accadrà quest'anno nei buoni vecchi Stati Uniti d'America. E' tutto spiegato chiaramente su Bloomberg.com. L'articolo di Christine Harper e Serena Saitto inizia spiegando che la Merrill Lynch elargirà $ 6,7 miliardi di bonus anche se ha perso denaro per cinque trimestri di fila e ha visto le sue azioni crollare del 70% in valore. (L'azienda si è anche svenduta alla Bank of America). $ 13 miliardi vengono messi da parte alla Goldman Sachs e alla Morgan Stanley. Persino alcuni impiegati della Lehman Brothers riceveranno una gonfia e grande busta paga di fine anno sebbene l'azienda abbia fatto bancarotta. 

La Merrill Lynch sta davvero alzando il bonus quest'anno di un paio di migliaia di dollari. Hanno licenziato 3000 persone così, sebbene il piatto sia più piccolo, c'è più roba con cui i sopravvissuti potranno fare festa. Il bonus medio sarà ben sopra i $ 100.000. Le aziende di Wall Street messe meglio daranno il doppio di quella cifra. 

Vedete, questo è quello che ci si aspetta a Wall Street. Se vuoi tenerti i tuoi " talenti", li devi ricompensare. Altrimenti andranno......hmmm. I fondi speculativi stanno tagliando posti di lavoro a migliaia. Le banche d'investimento sono ora banche commerciali e licenziano come matti. Le aziende straniere non le possono usare. Ah… se non otterranno il bonus i talenti andranno senza dubbio di corsa verso grandi carriere gestionali nei rifugi per senzatetto. 

L'articolo cita Bill Coleman dell'azienda software Salaries.com del Massachusetts che dice che Wall Street ha creato uno standard di compensi talmente "osceno" che i pezzi grossi pensano davvero che "sia difficile vivere con solo mezzo milione di dollari all'anno". Questa non sembra essere una grande esagerazione. La Federal Reserve Bank di New York ha riportato che, solo lo scorso anno, gli impiegati nel settore delle obbligazioni hanno guadagnato una media di $ 400.000 l'anno in salari.

Come fanno le banche a pagare una tale quantità di denaro? Oh, dimenticavo, il Tesoro Usa sta mandando $ 700 miliardi alle banche per sostenerle e altre centinaia di miliardi in più per mantenerle "liquide" (come se i banchieri vivessero nel deserto e fossero in costante pericolo di disidratazione).

In realtà questo non doveva succedere. Questi assi della terra piatta hanno letteralmente mandato in rovina l'economia mondiale. Siamo solo all'inizio del collasso. E' divertente vedere come abbiano paura di usare la parola "recessione". La parola "recessione" è stata inventata in modo che non si dovesse utilizzare la parola "depressione". La stessa depressione, a suo tempo, era un'alternativa non minacciosa al vecchio termine usato per il fallimento economico, il "panico". Cavolo, perché non lo chiamate semplicemente "boom di crescita alla rovescia"? 

L'idea di basare l'economia mondiale su montagne alte migliaia di miliardi di metri di debiti spezzettati e impacchettati è puro letame. Abbiamo bisogno di un modo completamente nuovo di pensare, idee su banche gestite dal governo che prestino denaro ad aziende di comunità di lavoratori che producono veramente le cose. Ci sono centinaia di migliaia di persone là fuori con l'educazione tecnica e finanziaria per creare un simile sistema. Sarebbero felici di farlo e non dovreste pagarli mezzo milione a testa.

Allo stesso tempo, ecco una proposta. Alcuni artisti dovrebbero uscirsene con una vignetta arrabbiata e volgare che possa essere spedita per e-mail alle migliaia di aziende di Wall Street e al Congresso assieme ad un breve e dolce messaggio a caratteri cubitali: 

"Non un centesimo di bonus quest'anno Wall Street. Non con i miei spicci. Lasciate che questi artisti della truffa festeggino con pane e margarina. Usate i miliardi per tenere la gente nelle proprie case".

Stanley Heller ha aperto un sito Web con l'ambizioso scopo di raggiungere la gente comune parlando di economia con il linguaggio di tutti i giorni. È www.EconomicUprising.8k.com. Contribuite con idee a Stanley.Heller@yahoo.com. (Al seguente indirizzo del sito di Stanley Heller potete trovare i contatti di alcune grandi aziende di Wall Street per far sapere loro cosa ne pensate dei loro stipendi. N.d.r.)

Titolo originale: "'It's Hard to Live on Just a Half Million a Year': Wall Street Bonus Madness"
DI STANLEY HELLER
Fonte: http://www.counterpunch.org

A Wall Street lo Zio Sam si chiama “Sugar Daddy”




A Wall Street lo Zio Sam ha un nuovo nome, “Sugar Daddy”. I bonus per i trader e i banchieri d'affari sono previsti in caduta del 40% quest'anno. Ma a detta degli analisti e dei consulenti del lavoro la flessione sarebbe molto più grave, forse pari al 70%, se non fosse per gli sforzi del governo atti a sostenere le società finanziarie. “La paga di fine anno a Wall Street sarà più alta di quanto sarebbe stata senza il governo e le fusioni,” dice Alan Johnson, un leading compensation consultant. “Ci si aspettava una diminuzione ancora maggiore.”

Johnson prevede che il dirigente medio di una banca di credito, un titolo ottenuto normalmente dopo otto anni di lavoro, riceverà un bonus di 625 mila dollari. In ribasso rispetto a 1 milione di dollari circa dello scorso anno, ma è pur sempre 15 volte il reddito di una famiglia media americana. I massimi dirigenti potrebbero ricevere qualcosa come 1 milione di dollari. Persino chi, fresco di studi, commercia in bond potrebbe vedere il proprio conto arricchirsi di circa 170 mila dollari questo Natale. “Le imprese hanno avuto un anno estremamente difficile,” dice Joan Zimmerman, un career coach di Wall Street. “Ma non possono nemmeno permettersi di perdere dei talenti.”
Mentre il salvataggio da parte del governo pone un limite agli stipendi di cinque alti dirigenti per ciascuna delle società finanziarie partecipanti, il Congresso non ha fatto nulla per tenere sotto controllo l'uso dei soldi del contribuente da parte di società di Wall Street per aumentare la remunerazione della schiera dei banchieri. “Qualcuno potrebbe sostenere che questi banchieri non dovrebbero essere penalizzati se non sono implicati personalmente nei titoli ipotecari a rischio,” dice Sarah Anderson, direttore del progetto Global Economy presso l'Institute of Policy Studies, un innovativo gruppo di esperti di Washington. “Io rispondo che non lo è nemmeno il contribuente medio, eppure gli si sta chiedendo di mandarla giù.”

All'inizio del mese il governo ha annunciato il piano per 'iniettare' alla svelta 125 dei 700 miliardi di dollari destinati al salvataggio in nove delle più grandi società finanziare della nazione, inclusi i giganti di Wall Street Goldman Sachs e Morgan Stanley, oltre alla Bank of America, che di recente ha acquisito la società di obbligazioni Merrill Lynch. Questo, assieme ad altre mosse del Dipartimento del Tesoro per salvare Wall Street, vorrà dire che i portafogli di molti banchieri saranno più pesanti di quanto si prevedesse.

“Non si tratta solo dei soldi del governo, ma nei casi di Morgan Stanley e di Goldman Sachs, stavano affrontando una grave crisi,” dice l'analista Brad Hintz, che segue le società finanziarie per la Sanford Bernstein, ex capo responsabile finanziario della Lehman Brothers. “Se non fosse stato per l'aiuto del governo nel rifinanziare i loro debiti, non avrebbero avuto la liquidità per pagare i bonus.” Quando interpellato, il Tesoro non ha fatto commenti diretti sui bonus di Wall Street, anche se la portavoce Brookly McLaughlin ha ribadito l'intento del 'bailout'. “È ampiamente inteso che il programma di acquisizione di capitale del Tesoro fosse destinato a rafforzare il sistema finanziario e aumentare il prestito”, ha detto.

Un fattore che sminuisce i propositi dei bonus dell'industria finanziaria è che gli impiegati di Wall Street potrebbero essere parecchi di meno per quando le retribuzioni di fine anno saranno pronte. Si dice che Goldman Sachs si stia preparando a eliminare dai propri libri paga il 10% dei suoi lavoratori, ovvero 3250 persone. È previsto che Barclays elimini 3000 posti dalla precedente divisione di investimenti della Lehman Brothers, che ha acquisito a settembre. E recentemente John Thain, della Merrill Lynch, ha detto di aspettarsi che vengano tagliati migliaia di posti di lavoro in conseguenza dell'acquisizione della sua società. In tutto, Hintz prevede che l'occupazione a Wall Street scenderà del 25%, il che potrebbe significare una perdita di 43.250 posti di lavoro solo nella City, e più di 200.000 su scala nazionale per la fine del 2009.

Proprio per questi tagli, i bonus di Wall Street possono apparire tuttora eccessivi alla luce della deprimente performance dell'industria nel 2008. Per esempio, quest'anno Wall Street ha coperto finora 1500 miliardi di dollari in bond. Sembrano tantissimi. Eppure sono 500 miliardi di dollari in meno rispetto allo stesso periodo di tempo nell'arco del 2002, cioè l'ultima volta che Wall Street ha subito un notevole ribasso. Allora i bonus a Wall Street furono di appena 8.6 miliardi di dollari, cioè 5.4 miliardi di dollari meno di quanto ci si aspettasse per quell'anno.

Dal lato positivo, il panico dell'investitore (che si traduce in un trading iperattivo) e l'affannarsi dei dirigenti nelle trattative hanno incrementato i profitti a Wall Street. Nella prima metà dell'anno, quindi dagli ultimi dati disponibili della Security Industry and Financial Markets Association, il totale delle parcelle riscosse dalle banche d'affari e dalle società di intermediazione ammonta a circa 166 miliardi di dollari. È più del triplo dei 55.5 miliardi di profitto della prima metà del 2002. Ma la grossa differenza è che nel 2002 Wall Street stava realizzando un profitto, circa 8 miliardi di dollari nella prima metà di quell'anno. Quest'anno le società finanziarie sono enormemente in rosso. Hanno perso più di 15 miliardi di dollari solo nella prima metà dell'anno, e questo prima del grande crollo del mercato degli ultimi mesi. Frank Bruconi, capo economista presso il Comptroller's Office di New York, afferma: “Se il governo federale non fosse intervenuto con un piano di salvataggio e altre mosse, la situazione degli stipendi e degli impieghi a Wall Street sarebbe anche peggiore.”

Questo può far felici i “Wall Streeters” - e qualche ristoratore di Manhattan. Ma probabilmente lascerà i contribuenti con l'amaro in bocca per un po' di tempo.

Titolo originale: "How Washington's Bailout Will Boost Wall Street Bonuses "
DI STEPHEN GANDEL
Time Magazine
Fonte: http://www.time.com/

La Russa e la cultura del mandare a morire per poter poi festeggiare



"La guerra contro l'Austria-Ungheria...è vinta...I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza". In tutte le caserme d'Italia, fuso nel bronzo delle artiglierie nemiche, campeggia il bollettino di guerra del 4 novembre 1918. Artefice della vittoria, il generale Armando Diaz. Novant'anni dopo si celebra quell'evento. Artefice delle celebrazioni, il ministro della Difesa Ignazio la Russa. Lo si fa in pompa magna, con un programma di iniziative 'in terra, cielo e mare': sfilate, parate, mostre di carri armati ed elicotteri, simulazione di assalti militari e lancio di paracadutisti nelle piazze di 21 città. Lo si fa attingendo non al bilancio della Difesa - con grande soddisfazione del ministro - ma a quello della legge 133 (conversione del decreto legge 112, la Finanziaria), che, nell'articolo 60, comma 8-bis, stanzia un apposito fondo di ben tre milioni di euro.

Recita il comma: "nello stato di previsione del ministero della Difesa è istituito un fondo con una dotazione pari a 3 milioni di euro per l'anno 2008, da utilizzare per far fronte alle esigenze prioritarie del Ministero stesso". Che i quattrini provengano dalla Difesa o da altrove, poco importa. E' sempre lo Stato italiano a pagare, con i soldi dei suoi contribuenti. La contraddizione di tale spesa è che, in tempi di crisi e di tagli - soprattutto a quel ministero della Difesa che non ha i soldi per pagare il personale, nè la manutenzione di strutture ed equipaggiamenti militari - è che tali celebrazioni vengano considerate 'esigenze prioritarie'. Ulteriore elemento di inopportunità è che il Governo italiano celebri, nell'ambito di una 'festa nazionale' (quella delle Forze Armate, ovvero il tradizionale incontro dei militari con la popolazione civile) ciò che fu invece tutt'altro che una festa. "Il momento delle trincee fu il momento di nascita dell'unità nazionale", ha dichiarato La Russa in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'evento. Più che di celebrazione, bisognerebbe parlare di commemorazione, visto che la Grande guerra fu una inutile strage, nella quale morirono 680 mila soldati italiani.

Commemorare, anzichè celebrare, un lutto nazionale, a seguito del quale l'Italia, dopo il voltafaccia con gli alleati della Triplice, fu ridicolizzata anche dai nuovi alleati (Francia, Inghilterra e Russia) con i quali firmò segretamente un accordo (il Patto di Londra del 1915) che avrebbe dovuto concedere al nostro Paese il Trentino, l'Alto Adige, l'Istria, Trieste, la Dalmazia e Fiume, oltre a eventuali 'aggiustamenti' delle colonie tedesche in Africa. Alla Conferenza di Versailles del 1919 le rivendicazioni di Orlando, Sonnino e Salandra, rimasero inascoltate. Gli italiani, considerati 'utili traditori' nel momento del bisogno, erano adesso considerati dai veri vincitori della guerra un peso, un agnello da sacrificare all'altare dell'autodeterminazione dei popoli sancito dal presidente Usa Wilson, che stabilè che Fiume e la Dalmazia sarebbero rimaste fuori dai confini nazionali. Le colonie tedesche furono invece spartite tra Francia e Inghilterra. La 'vittoria mutilata' offrì poi terreno fertile per la nascita di un nazionalismo radicale e bellicista desideroso di rivalsa, che degenerò nel fascismo e in una nuova, scellerata scelta interventista a fianco di Hitler.

Il ministro La Russa ha deciso di fare le cose in grande, preparando un prologo e una conclusione fastosa per la festa delle Forze Armate-Vittoria nella Grande Guerra. Il prologo sono le lezioni, già iniziate in numerose le scuole italiane, che alti ufficiali militari terranno da oggi a venerdì. Nel fine settimana sono iniziati i concerti delle fanfare dei Carabinieri, come le mostre di mezzi militari. A Milano, da ieri un Tornado rivolge il proprio muso affusolato verso il Duomo, così come due blindati dell'Arma stazionano di fronte al Palazzo Reale. Il 4 novembre la celebrazione ufficiale, mentre il fine-settimana dell'8-9 vedrà il grande concerto di Andrea Bocelli in Piazza del Popolo. In aggiunta alle varie deposizioni di corone sule lapidi ai caduti, alzabiandiera, simulazioni di assalti e lanci di paracadutisti (a Firenze, un militare verrà paracadutato su una piattaforma nel centro dell'Arno per un'atterraggio 'ad alta difficoltà tecnica'), è previsto uno spot di 120 secondi che verrà trasmesso in tutte le reti nazionali. Paradossalmente, la musica del video, che mostrerà militari delle Forze Armate nelle strade e delle piazze d'Italia, è una canzone d'amore di John Denver, artista country americano.

Oltre all'opportunità della spesa per le fastose celebrazioni della vittoria, ciò che ha alimentato le polemiche che sono culminate nel provocatorio invito al 'boicottaggio' da parte del direttore di Liberazione Piero Sansonetti è stata anche la decisione di far entrare in 200 scuole superiori italiane rappresentanti delle Forze Armate per spiegare il significato del 4 novembre e illustrare come funzionano Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri. Molti temono che l'iniziativa possa rappresentare una forma di reclutamento occulto o di propaganda. Abbiamo chiesto all'ufficio dell'ufficio scolastico provinciale di Milano (l'ex provveditorato), che organizza gli incontri, se ciò corrisponda a verità. "Nessuna pubblicità all'esercito, nessuna propaganda - ci è stato risposto -. Non l'avremmo mai permesso. Le lezioni si svolgono con una parte storico-letteraria, fatta da uno storico, l'altra fatta da un militare, che si limita a spiegare, con una serie di slide fotografici, la storia del milite ignoto e del monumento a lui dedicato. Il tutto è stato fatto soprattutto in un'ottica di opportunità, per i ragazzi, di attingere a fonti documentarie sull'argomento".

Tre generali in pensione hanno commentato l'iniziativa 'didattica'. Albino Amodio e Domenico Rossi del Cocer (comitato di rappresentanza delle Forze Armate) e Giovanni Bernardi, fondatore del sito 'Paginedidifesa.it'. Secondo Rossi, che del Cocer è presidente, "ben vengano gli incontri dei militari nelle scuole, al di fuori di ogni retorica o propaganda. Se occorre 'pubblicizzare' un dato oggettivo, cioè l'inizio di un valore fondante come l'unità nazionale, ovvero un dato storico, allora gli inviti negli istituti possono rappresentare un mezzo per far conoscere meglio le Forze Armate alle scuole, ripeto, aldilà di ogni esaltazione di tali fatti". Amodio riferisce invece che "al posto loro mi sentirei un po' spaventato, poiché io non sarei in grado di spiegare la storia. Spesso fatico a capirla io stesso. Inoltre un giudizio storico contiene in se' anche un giudizio politico. Se me lo ordinassero credo che dovrei obbedire. Se potessi decidere credo che direi di no". Perplessità, per ragioni simili, è invece espressa dal generale Bernardi: "Non ho un'opinione pregiudiziale ai militari in classe. Quando si va nella 'tana del leone', ovvero in una classe in cui gli studenti possono essere polemici e aggressivi, bisogna essere molto preparati rispetto a quando le visite si ricevono in caserma. C'è bisogno di ufficiali molto preparati, o iniziative di massa di questo tipo possono rappresentare un rischio".

La guerra sembrava vinta quando l'Italia firmò il Patto di Londra nel 1915. La guerra sembrava vinta anche quando Mussolini scese al fianco di Hitler nel 1940. Nel 2003, durante la guerra in Iraq, Bush esclamava trionfante dalla portaerei Lincoln: "Missione compiuta". Solo allora Berlusconi decise di inviare un contingente italiano. A guerra 'vinta'. Tra nove giorni si celebererà il quinto anniversario della strage di Nassiriya, dove morirono 19 italiani. Chissà quanto occorrerà aspettare ancora, per celebrare la 'vittoria' delle guerre in Afghanistan e Iraq. Chissà in quanti si asterranno, qualora tale celebrazione avesse luogo, dal parlare di 'vittoria mutilata'. Visti i precedenti storici, chissà quali ne saranno le nefaste conseguenze.

di Luca Galassi

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