giovedì 11 dicembre 2008

È ufficiale: a Sigonella i Global Hawk dell’US Air Force



Era nell’aria. A Washington si vociferava che la base siciliana di Sigonella fosse destinata ad ospitare i “Global Hawk”, l’ultima generazione di velivoli senza pilota destinati alla sorveglianza aerea e alla conduzione delle operazioni di guerra delle forze armate USA. Ciononostante, prima il  governo Prodi, poi quello Berlusconi, hanno scelto di nascondere il progetto al parlamento e al popolo italiano. Adesso c’è però una conferma ufficiale che proviene direttamente dal “nostro” alleato d’oltreoceano: i Global Hawk giungeranno in Sicilia.

Il 2 giugno 2008 giungeva un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini. A scrivere era il Comandante supremo delle forze armate degli Stati Uniti in Europa (USEUCOM), generale Bants J. Craddock. Il massimo rappresentante militare statunitense nel vecchio continente coglieva l’occasione della festa della Repubblica per ringraziare i colleghi italiani. “La leadership dell’Italia all’interno della Nato e il deciso sostegno alle operazioni in Afghanistan e nei Balcani sono prova del vostro impegno per la pace e la stabilità nel mondo”, scriveva il generale Craddock. “Io vi sono particolarmente grato per l’amicizia con cui operiamo congiuntamente ed in particolare vi voglio ringraziare per avere approvato la nostra richiesta per i velivoli Global Hawk a Sigonella”. Il testo rivelatore deve aver tanto imbarazzato lo Stato Maggiore che del messaggio non si fa nota in nessuno dei comunicati emessi a margine della parata di guerra ai Fori Imperiali. Ma l’attestato di gratitudine è lì, nell’archivio del Ministero della difesa, a suggello dell’ennesimo atto di sudditanza dei governanti d’Italia alle follie militari di Washington.

Quando sia stata approvata la concessione dell’uso del territorio nazionale per i famigerati aerei senza pilota protagonisti di centinaia di operazioni di bombardamento contro obiettivi civili e militari in Afghanistan e Iraq non è dovuto sapere. Di certo, accanto alle colpevoli omissioni di ben due governi “antagonisti”, vanno pure segnalate le gravissime bugie della casta militare del nostro paese. Il 31 marzo 2008, due mesi prima cioè del ringraziamento del generale Bants J. Craddock, a Sigonella si era recato per un’ispezione Salvatore Cannavò, parlamentare di Sinistra Critica-PRC. Ad accoglierlo il comandante della base, colonnello Antonio Di Fiore, contestualmente comandante del 41° Stormo dell’Aeronautica militare italiana, la stessa forza armata da cui proviene il generale Camporini. Interrogato sulla veridicità del piano d’insediamento dei Global Hawk a Sigonella, il colonnello Di Fiore negava fermamente la questione. “La gestione di quel tipo di aerei senza pilota non è compatibile col traffico civile del vicino aeroporto civile di Catania-Fontanarossa”, spiegava il militare. “Smentisco inoltre che nella base possa essere installato il nuovo sistema satellitare MUOS. Le antenne del radar MUOS non sono pensabili qui”, disse Di Fiore, omettendo che era già stato deciso il trasferimento dell’impianto dalle pericolosissime onde elettromagnetiche nella vicina stazione di telecomunicazione USA di Niscemi (Caltanissetta), proprio nel bel mezzo di una riserva naturale regionale.   

Stando quanto preannunciato dal Comando dell’US Air Force in Germania, a Sigonella opererà uno squadrone con cinque velivoli. Nella base siciliana sarà pure realizzato il Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex, il complesso per le operazioni di manutenzione degli aerei senza pilota che US Air Force e US Navy schiereranno periodicamente per missioni di spionaggio e “anti-terrorismo” in Europa, Medio Oriente e continente africano.

I Global Hawk hanno assunto un ruolo determinante nelle strategie di guerra degli Stati Uniti d’America. Realizzati negli stabilimenti della Northrop Grumman di San Diego (California) e della Raytheon Systems di Falls Church, Virginia, possiedono grande autonomia di volo ed un estesissimo raggio di azione. I Global Hawk sono strumenti teleguidati con caratteristiche simili ai missili da crociera Cruise, poiché volano secondo mappe predeterminate che possono mutare in qualsiasi momento su ordine dei centri operativi terrestri.

Il nuovo velivolo senza pilota sarà il nucleo vitale del sistema AGS - Alliance Ground Surveillance (sorveglianza alleata terrestre), che la Nato prevede di rendere operativo sin dal prossimo anno. Il sistema diverrà lo strumento d’intelligence prioritario per gli interventi della Forza di Risposta Nato (NRF) attivata recentemente dall’Alleanza Atlantica. Il ministro della difesa La Russa vuole a tutti i costi che il Centro di comando AGS venga ospitato in Italia. Dove? Ma a Sigonella naturalmente.   

di Antonio Mazzeo

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