venerdì 26 dicembre 2008

Regali e crisi


L'articolo vincitore dalla Scuola media Barsanti di Lucca
La vetrina del negozio è vestita a festa e io sono lì, in bella vista. Le persone si fermano, mi ammirano, ma probabilmente non mi possono comprare. Non hanno soldi. Dicono che è la crisi. E' la sera della vigilia di Natale, ormai le strade sono deserte. Tutti a casa propria, a festeggiare. Il proprietario sta per chiudere, quando entra un uomo, molto ben vestito: giacca e pantalone neri, s'intravede anche una camicia, delle più costose. Una cravatta scende lungo il suo corpo. Sicuramente è un uomo ricco, ma ha molta fretta. Si sarà dimenticato del regalo alla moglie e deve riparare. Chiede al proprietario l'oggetto esposto in vetrina. Io. 

Vengo raccolto delicatamente e poggiato sul tavolino, sopra un morbido panno di velluto. Sto comodo lì, sono contento di poter rallegrare una persona. Ormai sono al buio, ma mi sento impacchettare da due mani esperte. Il negoziante dice il prezzo. 15000 €. L'uomo storce il naso, il prezzo è aumentato rispetto all'anno precedente. Chiede spiegazioni, il venditore ribatte parlando della crisi che sta colpendo i negozi, è costretto ad aumentare i prezzi se vuole sopravvivere. Il signore si convince, sento il rumore della macchina che emette lo scontrino. Ora ho cambiato proprietà. 

L'uomo esce dal negozio, sento tremolare il suo respiro. E' freddo. La portiera sbatte, poi un caldo mi rallegra. Sono in macchina, sto andando a casa. Saranno passati dieci minuti, siamo un po' in periferia. Purtroppo ho la vista tappata, ma mi rendo conto che sono in una villa abbastanza importante, perché ad aprire la porta è una voce che chiama l'uomo "signore" e si congeda, dicendo che è la notte di Natale. Penso sia la cameriera. 
Il "signore" la saluta, passandole una busta. Forse è la sua tredicesima. La donna ringrazia, accennando alla crisi, dicendo che potrà estinguere i debiti fatti per l'avvento di Gesù. Ancora questo momento di difficoltà è sulla bocca di tutti. E' già la terza volta in un giorno. 

Entro in casa, vengo posato da qualche parte. Per circa 3 ore resto dimenticato da tutti e tutto. Mi sento demoralizzato, ma quando due mani morbide mi prendono e mi cominciano a scartare, il sorriso torna sul mio... volto. Sono pronto ad essere ammirato in tutto il mio splendore. Intravedo la luce, poi un viso. E' una donna, come prevedevo. Con parole cortesi ringrazia il marito, ma solo io, nel momento in cui mi ha visto, ho potuto notare la smorfia di disappunto: desiderava un gioiello ancora più prezioso, forse. Sono un braccialetto bellissimo, d'oro puro, con i diamanti incastonati, ma la donna non è lo stesso contenta. E' proprio vero, il Natale è solo un modo per ricevere regali. Neanche la crisi economica di cui tutti parlano sembra ristabilire lo spirito autentico di questa festa.
di TOMMASO BERNABO'

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