venerdì 26 dicembre 2008

L'eroe disarmato


Dal mensile di Novembre 2008 la storia di Valentin Gobosov, il direttore del carcere di Tskhinval che ha salvato la vita ai detenuti del suo istituto

L'Eroe Disarmato

Quando arriva, la Guerra cala la sua ombra di morte e distruzione. A volte punta con precisione agli obiettivi, altre volte, come a Tskhinval, agisce a caso, corre per le strade e colpisce a occhi bendati. Sul campo di battaglia rimangono i corpi, le macerie e un gran silenzio. Si comincia a fare la conta, a vedere in quanti si è rimasti e poi vengono fuori i nomi degli "eroi", di quelli che si sono distinti nella battaglia, di quelli che hanno combattuto strada per strada per difendere la propria gente. Il tenente colonnello Valentin Gobozov è un eroe che ha salvato molte vite. Ma non combattendo.La sua è una figura sottile e slanciata, ha due baffi ben disegnati, racchiusi da due rughe espressive che lasciano immaginare i sorrisi sul suo volto austero. I suoi occhi nocciola attraversano l'interlocutore e non ha bisogno di alzare la voce, consumata dal fumo, per dettare i comandi. Gobozov è il direttore del carcere di Tskhinval.

Nella notte tra il 7 e l'8 di agosto, alle 4 del mattino, Gobozov si alza di scatto dal letto. Una pioggia di missili grad sta cadendo sulla città. L'esercito georgiano, appostato sulle colline a sud e ovest di Tskhinval, sta scaricando l'artiglieria pesante sugli edifici del quadrante meridionale, dove si trova anche il carcere. Dopo aver messo la famiglia al sicuro, Gobozov prende il suo fuoristrada, una Lada, e corre verso la prigione. Non è molto lontana da casa sua, ma il tragitto gli sembra lunghissimo. Deve pensare ai suoi 88 "ospiti", o "pazienti", come li chiama lui. Sa che non c'è tempo da perdere e che non vi è possibilità di consultare le autorità governative per decidere sul da farsi. Sarà lui stesso ad aprire le celle e a liberare le 8 donne e gli 80 uomini detenuti nell'istituto, destinati a una morte quasi certa, una morte da topi.Gobozov non ha pensato alle conseguenze disciplinari che avrebbero potuto colpirlo, ha pensato alla vita di quegli uomini e quelle donne a cui lui ha cercato di dare maggior dignità da quando è diventato responsabile del carcere, nel maggio del 2007. Nel primo giorno da direttore, ha chiesto alle guardie carcerarie di avere un rapporto il più umano possibile con i detenuti; e ai detenuti di rivolgersi a lui per ogni richiesta o esigenza.
Solo dopo che l'Armata Rossa è arrivata in città respingendo i georgiani a sud del confine de facto con la repubblica sud-osseta, Gobozov ha potuto cominciare a preoccuparsi dei suoi "pazienti". È ritornato nel carcere fantasma, con le porte delle celle ancora spalancate. Insieme al suo staff ha esaminato i danni procurati all'edificio dai bombardamenti. Ha trasmesso un rapporto al ministero di Giustizia, ha telefonato agli ospedali di Tskhinval e Vladikavkaz, la capitale dell'Ossezia del Nord, per avere notizie di prigionieri che eventualmente fossero rimasti feriti o, peggio ancora, morti nei giorni di guerra.Con sua grande sorpresa, il mattino del 15 agosto, mentre si trova nel suo ufficio, arrivano alla spicciolata 40 dei suoi "ospiti" pronti a rientrare in carcere. Gobozov non crede ai suoi occhi, non sperava in una cosa del genere.
Il tenente colonnello può essere definito a pieno titolo un uomo tutto d'un pezzo. E ancora una volta, con grande freddezza, parla a questi "uomini d'onore" spiegando loro che l'edificio, cui manca acqua, elettricità e gas, non è pronto ad accoglierli e a garantire un "soggiorno" umano. Senza crederci troppo, li invita a pazientare un'altra settimana, il tempo necessario per ripristinare i servizi essenziali. Prende questa decisione, ancora una volta, senza consultarsi con il ministero di Giustizia.
Il 21 agosto, in piazza a Tskhinval, c'è il maestro Valery Gergiev con l'Orchestra di San Pietroburgo. Il concerto di Requiem per le vittime della guerra lampo, segna ufficialmente, per la capitale sud-osseta, il ritorno alla vita normale.
Gobozov, quando lo racconta, non riesce a trattenere la sua incredulità e nemmeno il suo orgoglio. Perché dopo una settimana esatta dal 15 agosto, all'indomani del concerto in piazza, i detenuti ritornano ancora una volta. Lui li ringrazia uno per uno ammettendo che non aveva speranze in un evento del genere, ma che mai si è pentito per la scelta fatta la notte tra il 7 e l'8 di agosto.Quando il 17 settembre ci siamo incontrati nel suo ufficio, il direttore aveva sulla scrivania la lista stampata dei quaranta rientrati. Sotto, a penna, altri sette che si erano aggiunti nelle due settimane seguenti e poi ancora, in basso a destra, il nome di altri dieci scritti a matita, che gli avevano telefonato, chiedendo di mandare qualcuno a Vladikavkaz a prenderli. Erano andati in Ossezia del Nord con i pulmini dei rifugiati nel campo profughi allestito ad Alagir, ma quando hanno tentato di rientrare sono stati respinti alla frontiera perché privi di documenti.
Nella lista di Gobozov c'era un detenuto, che era entrato in carcere il 20 marzo del 2007 e che finirà di scontare la sua pena il 10 ottobre 2027. "Nessuno di loro - dice il direttore - è rientrato sperando in una diminuzione della pena, o meglio ancora in un'amnistia, perché sanno che io non ho il potere per fare ciò". A suo dire, presto rientreranno altri "pazienti". "Cinque sono all'ospedale di Vladikavkaz per le ferite subite durante gli scontri; ci stiamo organizzando per recuperare quei dieci che hanno telefonato dall'Ossezia del Nord. Per quanto riguarda gli altri, ho interrotto le ricerche. Anche perché ho saputo che più di uno ha preso le armi per combattere i georgiani."
Nicola Sessa

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori