lunedì 1 dicembre 2008

L'editore televisivo-presidente del consiglio senza pudore: Iva al 20% per Sky



Berlusconi si difende sul provvedimento che intende portare l'Iva sulle pay-tv dal 10% al 20%: "Penalizzerà anche Mediaset!" dice il premier. Vero, ma con margini irrisori.

Basta infatti dare uno sguardo veloce ai dati dello scorso anno per capire il totale scompenso economico che Sky sarà costretta a scaricare quasi integralmente sulla sua clientela: nel 2007 il mercato delle televisioni a pagamento ha visto il 91,2% dell'utenza in mano a Murdoch, con un introito superiore ai 2 miliardi di euro; al concorrente Rti, ovvero Mediaset, è toccata una torta infinetisimale formata da un esiguo 5,4% che ha fruttato circa 125 milioni di euro.
"E' concorrenza sleale" dichiara l'amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che aggiunge: "prima delle elezioni il centrodestra promise di abbassare le tasse, per rilanciare i consumi...". E invece procede con imposte indirette che questa volta colpiranno 4,7 milioni di famiglie italiane.
Ma ora il premier, che in fatto di comunicazione non ci ha certo abituato a certe leggerezze, pagherà probabilmente cara la sua arroganza. Infatti, Sky Italia ha già annunciato una grande campagna mediatica "per informare le famiglie italiane sulla decisione del governo di aumentare le tasse sulla pay-tv, ai loro danni". Soprattutto se a scatenare l'ira del padrone, come suggerito da Micaela Bongi su "Il manifesto", c'è un semplice sondaggio di SkyTg24 che indicava il 53% degli italiani sfavorevoli alle misure anticrisi dell'attuale legislatura.
C'è quindi da aspettarsi di tutto.
di Alessio Marri


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