sabato 6 dicembre 2008

L'Alba della moneta unica latino-americana


Si è concluso da pochi giorni a Caracas il summit straordinario dei paesi aderenti all'ALBA (Alternativa Bolivariana para las Américas) composta da Venezuela, Bolivia, Nicaragua e Cuba a cui si deve aggiungere l'Honduras, presente come osservatore ma prossimo all'incorporazione nell'alleanza.
Dopo aver ribadito che la crisi finanziaria verrà affrontata e risolta attraverso il socialismo, è stata annunciata la creazione di una moneta unica che dovrà servire per affrancarsi dal dollaro nelle transazioni commerciali.
Il nome della nuova valuta sarà SUCRE (sistema unitario de compensación regional) e dovrebbe diventare operativa già dal 2009, secondo quanto dichiarato dal presidente venezuelano Chavez, anche se poi nelle dichiarazioni di intenti finali non è stata specificata una data precisa.
Il nome richiama anche Antonio José de Sucre, eroe delle guerre di indipendenza sudamericane che dà il nome, tra gli altri, anche ad uno stato venezuelano e ad una città boliviana.
Naturalmente prima di diventare una moneta vera e propria dovranno passare alcuni anni nei quali sarà soltanto una valuta contabile che si dovrà appoggiare alle riserve internazionali dei soci, ma che potrà già sostituire il dollaro nelle transazioni.
A tal proposito il Venezuela ha garantito l'appoggio economico con un apporto iniziale di 500 milioni di dollari.
Anche in merito alle misure da prendere per contrastare la crisi internazionale, a parte la solita propaganda, la riunione non ha fatto altro che rimandare eventuali decisioni al prossimo incontro già fissato per il prossimo mese di dicembre.
Nel corso della discussione Chavez ha voluto sottolineare che i paesi del Sudamerica sapranno dare la loro risposta alla crisi senza attendere le decisioni "....del G20 o G21 o G quel che sia...".
Attualmente l'ALBA non ha organi esecutivi che possano attuare le decisioni prese dai soci, inoltre lo strapotere economico interno del Venezuela (Chavez è stato anche il suo ideatore in risposta ad altri trattati che vedevano gli Usa come protagonisti) secondo alcuni analisti potrebbe giocare un ruolo negativo nel processo di integrazione vista la difficoltà di prendere decisioni che possano essere vantaggiose anche per i piccoli paesi aderenti.
di Paolo Menchi

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori