sabato 6 dicembre 2008

Gli interessi di General Motors SONO gli interessi della nazione... Per una volta è la nazione a dettare i termini


Amici, io guido un’auto americana, una Chrysler. Non ne sto facendo la pubblicità, sto solo lanciando un grido di compassione. C’è una lunga storia, vecchia di decenni, raccontata e riraccontata da decine di milioni di americani, di cui un terzo ha dovuto “rinnegare” il paese semplicemente per trovare un modo di recarsi al lavoro in qualcosa che non si guastasse.
La mia Chrysler ha quattro anni. L’ho comprata per lo stile di guida agile e comodo. Allora la fabbrica era di proprietà della Daimler-Benz, che ha avuto il buon senso di piazzare lo chassis Chrysler su semiasse Mercedes. Che guida ragazzi! Quando parte…!
Più di una dozzina di volte quest’anno la mia auto si è rifiutata di mettersi in moto. Ho cambiato le batterie, ma non era quello il problema. Anche mio padre guida lo stesso modello, e anche la sua macchina lo ha lasciato a piedi molte volte. Semplicemente non parte, senza alcun motivo!
Qualche settimana fa l’ho portata ad un’officina Chrysler qui in nord Michigan; per farla aggiustare ho speso 1.400 dollari. Il giorno dopo la consegna l’auto non partiva già più. Quando sono riuscito a farla partire, la luce dei freni iniziò a lampeggiare. E così via.

Da questo potreste desumere che a me di questi incapaci costruttori di automobili di merda nei paraggi di Detroit non me ne può fregar di meno. Invece no. Me ne preoccupo. Mi preoccupo per i milioni di persone le cui vite e sostentamento dipendono dalle fabbriche di automobili. Mi sta a cuore la sicurezza e la difesa di questo Paese perché il petrolio sta per finire – e che quando finirà, il disordine e il cataclisma che ne seguiranno faranno sembrare l’attuale recessione/depressione come un musical alla Tommy Tune.
Mi preoccupo di quel che succede ai Grandi 3 perché sono i più responsabili di quasi tutti per la distruzione della nostra fragile atmosfera e per il costante scioglimento delle calotte polari.
Il Congresso deve sanare le infrastrutture industriali controllate da queste fabbriche e il lavoro che procurano, come deve liberare il mondo dal motore a scoppio. Questo enorme sistema manufatturiero può redimersi iniziando a costruire su vasta scala automobili elettriche o ibride e il tipo di trasporti di cui il XXI secolo ha bisogno.

Il Congresso deve far questo NON dando a General Motors, Ford e Chrysler i 34 miliardi di dollari che stanno chiedendo in “prestito” (qualche giorno fa volevano soltanto 25 miliardi, ecco quanto sono stupidi, non sanno neanche di quanti soldi han bisogno per pagare i salari. Se voi o io provassimo ad ottenere un prestito bancario in questo modo, non solo ci sbatterebbero fuori, ma ci ascriverebbero a qualche lista nera come insolventi).
Due settimane fa i direttori generali delle Grandi 3 sono stati presi a pesci in faccia da una commissione Congressuale che li ha scherniti e negato loro il trattamento di favore che avevano accordato ai finanzieri solo un paio di mesi prima. In quell’occasione i politici fecero una gara di servilità nei confronti di Wall Street con i farabutti seguaci degli schemi bizantiniani di Ponzi dove scommettevano con i soldi degli altri su azzardati schemi finanziari conosciuti in gergo come fate e unicorni.
Ma i ragazzi di Detroit vengono dal Midwest, dalla “cintura arrugginita”, dove si costruiscono cose vere, necessarie, che i consumatori possono toccare e comprare, dove il denaro si ricicla continuamente nell’economia (incredibile!), dove si sono formati i sindacati che hanno creato il ceto medio, e che mi hanno aggiustato i denti gratis quando avevo dieci anni. Per tutto questo, i capitani dell’industria automobilistica a novembre hanno dovuto sentirsi ridicolizzati per il modo in cui sono arrivati a Washington DC. Sì, hanno volato sui jet privati delle loro ditte, proprio come fecero i banchieri e i ladri di Wall Street a ottobre. Ma, attenzione, QUELLO andava bene! Loro erano i veri Maestri dell’Universo! Solo i migliori mezzi di trasporto sono adeguati per la Grande Finanza mentre si prepara a depredare i tesori della nazione.
Naturalmente una volta erano i magnati dell’auto a governare il mondo. Erano il cuore pulsante che tutte le altre industrie – acciaierie, raffinerie, cementifici – servivano. Cinquantacinque anni fa il presidente della General Motors, seduto proprio a Capitol Hill, informò apertamente il Congresso che gli interessi di GM erano gli interessi del paese. Perché, a suo modo di vedere, General Motors ERA il paese.
Ma che lunga, deprimente caduta in disgrazia abbiamo avuto modo di testimoniare il 19 novembre, quando i tre topini ciechi sono stati bacchettati e rimandati a casa a scrivere un tema dal titolo “Perché Voi Dovreste Darmi Miliardi di Dollari Gratis”. Gli hanno perfino chiesto se avrebbero lavorato per un dollaro all’anno. Beccatevi questo! Che Congresso grande e coraggioso! Proporre a tre dei più potenti (ancora) uomini al mondo una specie di contratto di servilità… Questo da parte di un Congresso senza spina dorsale che non osa ribellarsi a un presidente in disgrazia né dire no a finanziamenti per una guerra che né loro stessi né gli americani che rappresentano appoggiano. Incredibile.
Lasciatemi dire una cosa ovvia: ogni singolo dollaro che il Congresso dà alle tre ditte automobilistiche verrà immediatamente gettato nel cesso. Non c’è niente che gli amministratori delle tre grandi case automobilistiche possano inventarsi che convincerà la gente ad uscire in una recessione e comprare uno dei loro grossi, scadenti prodotti assetati di benzina. Dimenticatevelo. E, come sono sicuro che i Detroit Lions della famiglia Ford non andranno al Super Bowl – mai – posso garantirvi che questi, dopo aver bruciato i 34 miliardi di dollari, ritorneranno la prossima estate per altri 34 miliardi. Allora, che fare?

Membri del Congresso, eccovi la mia proposta:
1. Il funzionamento dei trasporti in America è una delle questioni più importanti che il governo deve affrontare, e siccome stiamo attraversando un’enorme crisi economica, energetica e ambientale, il nuovo presidente del Congresso deve fare ciò che Franklin Roosevelt fece quando si trovò ad affrontare la famosa crisi (…solo che lui ordinò alle industrie automobilistiche di smettere di costruire automobili ma di costruire aerei e carri armati): i Grandi 3 devono, d’ora in poi, costruire soltanto automobili che non siano petrolio-dipendenti, e, cosa più importante, costruire treni, autobus, linee metropolitane e tramviarie (un corrispettivo progetto di lavori pubblici nazionale costruirà binari e linee ferroviarie). Questo oltre a salvaguardare posti di lavoro ne creerebbe altri milioni.
2. Potreste comprare TUTTE le azioni della General Motors per meno di 3 miliardi di dollari. Perché dovreste dare a GM 18 miliardi o 25 miliardi o cifre del genere? Prendete i soldi e comprate la fabbrica! (ad ogni modo se fate loro un “prestito” domandereste una garanzia da parte loro, e siccome noi sappiamo che loro non ripagheranno quel prestito, alla fine acquisireste la fabbrica comunque. Perciò perché aspettare? Compratela adesso.)
3. Nessuno di noi vuole ufficiali governativi a capo di un’industria automobilistica, ma ci sono molti geni dei trasporti che potrebbero essere impiegati per questo. Abbiamo bisogno di un Piano Marshall per staccarci dai veicoli a benzina e trasportarci nel XXI secolo.

Questa non è una proposta eversiva o fuori dal mondo. Ci vuole soltanto l’uomo più in gamba che mai sia diventato presidente per metterla in atto. Cosa propongo ha già funzionato. Il sistema ferroviario nazionale era un macello negli anni ’70. Il governo intervenne, lo risanò e una decina di anni dopo lo rivendette a privati con un profitto di un paio di miliardi di dollari che rimpinguarono le casse del Tesoro.
Questa proposta può salvare la nostra infrastruttura industriale – e milioni di posti di lavoro. Non solo, ma ne creerebbe altri milioni. Potrebbe letteralmente trascinarci fuori da questa recessione.
Al contrario, ieri General Motors ha presentato la sua proposta di ristrutturazione al Congresso, promettendo che, se il Congresso gli darà 18 miliardi di dollari adesso, loro elimineranno 20.000 posti di lavoro. Avete letto bene. Noi diamo loro miliardi sicché loro possano sbarazzarsi di altri lavoratori americani. Questa è stata la loro Grande Idea degli ultimi 30 anni – licenziare migliaia di persone per salvaguardare i profitti della societa. Nessuno però ha mai fatto loro questa domanda: “Se tu licenzi tutti quanti, chi avrà i soldi per comprare le tue automobili?”
Questi idioti non si meritano un centesimo. Licenziamoli tutti e prendiamoci le loro industrie per migliorare la vita delle persone, del paese e del pianeta.
Gli interessi di General Motors SONO gli interessi della nazione... Per una volta è la nazione a dettare i termini.

di Michael Moore
Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/view/2008/12/03

Tradotto per www.comedonchisciotte da GIANNI ELLENA

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