sabato 27 dicembre 2008

Gaza: la strage senza fine




Israele ha lanciato oggi un devastante e sanguinoso attacco aereo contro le strutture di Hamas e delle altre milizie palestinesi integraliste nella striscia di Gaza che, secondo stime ufficiose palestinesi e non confermate da fonti indipendenti, ha causato oltre 200 morti - ma alcune fonti israeliane hanno parlato addirittura di 300 - e almeno 600 feriti. 

L' operazione, ha dichiarato in serata il ministro della difesa Ehud Barak, ha lo scopo "di cambiare radicalmente la situazione" a Gaza per ridare la quiete alla popolazione israeliana minacciata dai razzi. "E' giunta l'ora di combattere - ha aggiunto - non voglio illudere nessuno: l'operazione non sarà facile e nemmeno breve". 

" Non cederemo mai a Israele, non importa quale forza sia usata contro di noi - gli ha risposto il leader del governo di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh - Noi non lasceremo la nostra terra, non alzeremo bandiere bianche e non ci inginocchieremo se non di fronte a Dio". Inoltre le milizie di Hamas hanno minacciato la ripresa degli attacchi kamikaze nelle città israeliane. 

Si tratta di uno degli attacchi più sanguinosi contro Gaza e il bilancio potrebbe aggravarsi ancora perché molte persone risultano ancora sotto le macerie. Un israeliano è stato ucciso e alcuni altri feriti nella successiva reazione di Hamas che ha sparato decine di razzi sui centri israeliani nel sud. 

L'operazione, che ha il nome in codice 'Piombo fuso' e che essendo stata lanciata di sabato ha avuto bisogno di una dispensa dei rabbini ai militari, intende costringere i gruppi armati a cessare totalmente i tiri di razzi sulla popolazione israeliana. E' di durata indefinita e potrebbe anche essere ampliata, secondo quanto ha riferito il portavoce militare. 
Hamas, dal canto suo, ha detto che mai si arrenderà a Israele e non invocherà una tregua. Un suo portavoce, Fawzi Barhum, ha pure minacciato la ripresa degli attentati suicidi dentro Israele. Secondo quanto hanno riferito testimoni oculari a Gaza, erano circa le 11.30 locali (10.30 in Italia), quando improvvisamente decine di aerei da combattimento con la Stella di Davide sono apparsi in cielo su tutta la Striscia. Razzi e missili sono partiti dagli aerei e hanno colpite oltre un centinaio di basi, comandi, depositi, arsenali di Hamas e di altre milizie. Gli attacchi si sono susseguiti a intervalli nel corso della giornata, anche a tarda sera. 

Ma il primo attacco è stato quello più micidiale perchè ha apparentemente colto di sorpresa Hamas. Il numero più pesante di morti si è avuto in una base di Gaza dove era in corso una cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti di un corso per ufficiali della polizia di Hamas. Il risultato dell' attacco è stato devastante: tra le macerie e in strada si sono visti numerosi corpi di morti e feriti. Tra gli uccisi anche il capo della polizia di Hamas Tawfik Jaber. 

Per le strade di Gaza, tra gli scoppi delle bombe, l'urlo disperato delle sirene delle ambulanze, si sono viste scene di passanti in disperata fuga e fenomeni di isteria popolare. Israele ha dato prova di grande pazienza davanti al protrarsi dei tiri di razzi e non ha ora altra opzione che quella di agire militarmente, ha ribadito il ministro degli esteri Tzipi Livni aggiungendo di aspettarsi il sostegno della comunità internazionale contro Hamas, un movimento sostenuto dall'Iran e considerato anche dall'Europa un'organizzazione terroristica. 

Fonti militari hanno detto di aspettarsi tiri di 200-300 razzi su Israele al giorno che potrebbero andare avanti anche a lungo, forse settimane. Israele stima che Hamas abbia un arsenale di migliaia di razzi, in gran parte prodotti artigianalmente a Gaza, altri contrabbandati e forniti dall' Iran. Per tutta la giornata decine di razzi sono caduti nel sud di Israele, colpendo città come Ashkelon (105 mila abitanti) e Netivot. Qui un razzo ha centrato un appartamento uccidendo un israeliano di 55 anni e ferendone altri quattro. Nel sud di Israele è stato dichiarato lo stato di emergenza e la popolazione ha avuto istruzione di restare in aree protette o nelle immediate vicinanze di rifugi. 

A Ramallah il presidente dell' Autorità palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), col quale Israele ha in corso negoziati di pace, ha chiesto l'immediata fine dell'"aggressione" israeliana a Gaza e ha chiesto l'intervento dei leader arabi. 

In Cisgiordania sono state segnalate diverse manifestazioni di piazza palestinesi contro Israele e anche a Gerusalemme est la polizia è intervenuta contro gruppi di manifestanti. A Betlemme, dove alcune centinaia di persone hanno manifestato in solidarietà con Gaza sono stato spente le luminarie del Natale nella Piazza della Mangiatoia. 

2 commenti:

  1. Gli estremisti palestinesi seminano morte fra gli innocenti da oltre quarant'anni, è il momento di liquidarli.

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  2. più o meno da quando sono stati cacciati dalle loro case e mandati nei campi profughi...

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