mercoledì 26 novembre 2008

Vladimir Luxuria e l’Isola dei Famosi: ma è davvero così difficile morire?

Perché non passiamo al suicidio di massa? Non è una provocazione: è piuttosto un consiglio, un’istanza dal basso, una proposta di legge di iniziativa popolare. La morte coatta e consapevole. Per mettere fine a un’esistenza che oltre ai piccoli drammi che ognuno porta silenziosamente con sé, propone la prima pagina di Liberazione di oggi, quotidiano “comunista”, che saluta la vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei Famosi con un’enorme foto in prima appunto e un lungo editoriale di rito.Nel corso dell’articolo si celebra l’avvenimento con improbabili paragoni: Vladimir come Obama, ci spiega l’autore, perché “con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all'Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi”.Non entreremo nel merito della questione dei diritti civili, trattati dal nostro sito in diverse occasioni, perché i diritti civili non c’entrano niente con questa vicenda così imbarazzante. L’ultima forma di rappresentanza parlamentare avuta dalla sinistra è stata guidata da un leader, Fausto Bertinotti, che si era convinto dell’efficacia del suo presenzialismo televisivo come strumento di aumento del consenso. Legittimando di fatto con la loro partecipazione trasmissioni televisive al servizio dell’antagonista i segretari di partito hanno rafforzato la credibilità di quelle trasmissioni, aiutato concretamente quell’antagonista, e abbandonato a se stessa l’instancabile ciurma di attivisti e militanti che sul territorio, in città, in provincia, nelle campagne, nelle fabbriche, nelle università, cercava di tenere in vita un minimo di coscienza critica, un minimo di dissenso.Non un’apparizione casuale, isolata, ma una convinzione profonda: quella di dover pianificare la propria prolungata e reiterata esposizione sul terreno del nemico (molto spesso in buona fede), per poter raggiungere il numero più alto di persone. Le ultime elezioni hanno misurato l’acutezza di tale intuizione.Prima Bertinotti (ma anche Diliberto, Giordano, Pecoraro Scanio) accreditano Vespa come un giornalista libero e democratico, poi Luxuria “sdogana” (i giornali ci sguazzano) l’intrattenimento inutile e narcotizzante della Ventura, quindi Liberazione sancisce il valore culturale dell’intera operazione.Questa forma di rappresentanza non serve a nulla. Non serve Liberazione, questa Liberazione, che potrebbe rendere ai suoi lettori (ormai meno di diecimila, chissà perché) un servizio migliore, a fronte del danaro pubblico che riceve e dei bravi giornalisti di cui dispone. Non servono questi uomini e queste donne in Parlamento, perché onestamente la loro assenza dai banchi non si avverte affatto. Gli avversari fanno e facevano della Repubblica quello che vogliono, i cittadini drogati di apatia televisiva ne condividono i sorrisi, loro smettono di alimentare la partecipazione e si accontentano di qualche pixel di schermo per dimostrare la loro telegenia. Sì, sì, il suicidio di massa è davvero una buona idea.PS: Bertinotti sceglie Luxuria. Veltroni sceglie Villari. Di Pietro sceglie De Gregorio. Con che criteri? Non sarebbe il caso di un banalissimo colloquio di lavoro prima di assumere certa gente?
Autore: Francesco De Carlo

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