martedì 25 novembre 2008

Nasce “AFAFRICA”, la forza aerea USA per il continente africano


Sembrano proprio voler fare sul serio le forze armate USA in Africa. A dodici anni dalla sua disattivazione, torna in vita il 17th AF (Seventeenth Air Force), il 17° Stormo dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti d’America. E assume il nome altisonante di “AFAFRICA” e la direzione della neocostituita componente aerea statunitense per il continente africano.

Il 17° AF è divenuto operativo meno di un mese fa presso la grande base aerea di Ramstein, Germania, agli ordini del nuovo comando per le operazioni nel continente africano, Africom. “Si tratta di 400 militari dell’US Air Force che stanno già ricevendo un primo addestramento specifico per contribuire al robusto programma di cooperazione alla sicurezza, secondo la visione strategica del Comando USA per l’Africa”, ha commentato il colonnello Keith Cunningham del 17th Air Force. “Prevediamo di raggiungere una piena capacità operativa tra il 2009 e il 2010, ma già adesso siamo l’elemento guida per le operazioni aeree di Africom”.

Noto per aver coordinato negli anni ’80 l’installazione in tre basi europee dei GLCM (Ground Launched Cruise Missile), i missili Cruise a capacità nucleare – tra queste quella di Comiso, in Sicilia -, il 17th Air Force avrà adesso come principale funzione il trasporto aereo di uomini, mezzi e armamenti dall’Europa al continente africano. Il 17° Stormo dell’US Air Force si è dotato di una struttura organizzativa interna basata sul neocostituito 404th Air Expeditionary Group e sul 42nd Expeditionary Airlift Squadron, squadrone di trasporto aereo proveniente dalla base aerea di Maxwell-Gunter, Alabama. Quest’ultimo gruppo di volo vanta numerosi interventi nei più recenti scacchieri di guerra internazionali. Durante la prima guerra del Golfo, i suoi bombardieri B-52 eseguirono per 960 missioni contro l’Iraq, sganciando in soli 44 giorni oltre 12,588,766 libre di bombe. Il 42° Squadrone USA è inoltre operativo in Africa già da alcuni anni, avendo effettuato diverse missioni a favore della “Combined Joint Task Force – Horn of Africa”, la speciale forza operativa che Washington ha insediato a Gibuti. Lo squadrone ha pure partecipato ad esercitazioni multinazionali come la “Flintlock” in Mali e la “Enduring Freedom – Trans Sahara” in diversi paesi dell’africa settentrionale e occidentale.

AFAFRICA ha già ricevuto in dotazione due velivoli cargo C-130 “Hercules”, provenienti dalla base aerea di Little Rock, Arkansas, dove, l’1 ottobre 2008 (lo stesso giorno dell’attivazione del Comando Africom in Germania), è stato ricostituito il 19th Airlift Wing. Questo gruppo per il trasporto aereo ha già iniziato ad operare sulle rotte Usa-Europa-Africa, ma non è nuovo nello scacchiere africano. Dal 1955 al 1961 ha operato infatti stabilmente presso le basi aeree marocchine di Sidi Slimane e Ben Guerir. Trasferito successivamente in Arkansas, il gruppo ha assunto i compiti di trasporto aereo e rifornimento, ricoprendo un ruolo determinante nelle invasioni statunitensi dell’isola di Grenada (1983) e di Panama (1989). Dopo l’intervento diretto nella prima guerra contro l’Iraq, il 19th Airlift Wing fu dislocato in alcune basi europee per assicurare il rifornimento in volo dei caccia della Nato durante la campagna militare in Bosnia dell’autunno 1995. Il gruppo rimase operativo in Europa sino alla fine dei bombardamenti USA e Nato contro la ex Repubblica di Yugoslavia (1999).

Secondo il Comando della 17^ Forza Aerea USA di Ramstein, già a partire dal prossimo anno i C-130 Hercules saranno sostituiti da una nuova versione del velivolo, il C-130J, dotato di migliore flessibilità e maggiori capacità di trasporto. Ad AFAFRICA sarà pure assegnato uno squadrone operativo con i nuovi aerei da trasporto C-17. “Se si vola dalla Germania e si prende un C-130, sono necessarie diverse soste intermedie durante il trasferimento verso l’Africa”, ha dichiarato il generale Tom Hobbins, in forza al nuovo comando delle forze aeree USA. “Quando però saremo in grado di utilizzare in questo scenario i C-17, si potrà raggiungere lo Zambia senza aver bisogno di rifornirsi in volo. Per l’US Air Force la principale ragione di questo programma di acquisizione di velivoli con raggio d’azione maggiore, è quella di poter offrire un supporto a forze dell’esercito più leggere e più veloci, nelle loro missioni alle basi europee dell’est Europa, e attraverso l’intero continente africano”.

In vista del rafforzamento delle proprie responsabilità operative, Air Forces Africa ha pure pianificato di trasferire stabilmente presso la base di Camp Lemonier, Gibuti, gli uomini e i mezzi di un altro gruppo di trasporto aereo, il 449th Air Expeditionary Group. Dotato anch’esso di velivoli C-130 “Hercules”, il 449° Gruppo ha già sostenuto importanti attività logistiche per le forze terrestri USA che operano in Corno d’Africa.

Il trasporto non sarà comunque l’unico settore d’intervento di Air Forces Africa. Il Comando del 17th Air Force ha già pianificato per il 2009 la propria partecipazione ad una trentina di esercitazioni addestrative con le forze aeree dei paesi africani partner. Due attività finalizzate alla “promozione della sicurezza aerea nel continente” sono già state realizzate in Marocco e Nigeria nei mesi di ottobre e novembre 2008. “Grazie all’addestramento e all’interazione del personale sosteniamo gli africani nell’edificazione di una sicurezza aerea sostenibile”, ha commentato il generale Ronald R. “Ron” Ladnier, comandante del 17th Air Force USA. “E noi saremo sempre più impegnati ad aiutare i nostri partner in Africa a sviluppare le loro capacità militari”.

di Antonio Mazzeo

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori