martedì 25 novembre 2008

Il Sabato Islandese



Da sei settimane consecutive, ogni sabato, migliaia di islandesi si ritrovano di fronte alla sede del parlamento per protestare contro la politica del governo che ha portato ad una crisi economica spaventosa e contro il Fondo Monetario Internazionale accusato di contribuire a distruggere il sistema sociale islandese. Sembra la cronaca di fatti provenienti da altre latitudini, ma la crisi economica compie anche questi miracoli. I manifestanti chiedono le elezioni anticipate, visto che i responsabili non pensano minimamente di dimettersi, nonostante il fallimento delle loro politiche economiche.
Il FMI ha concesso all'Islanda un prestito di 2.100 milioni di dollari ma, prima di arrivare all'approvazione definitiva, il governo islandese ha dovuto garantire di far fronte ai depositi stranieri, al momento congelati presso le banche locali, per soddisfare la richiesta di Gran Bretagna ed Olanda.
Altri 3.000 milioni di dollari di prestito sono arrivati da Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Russia e Polonia, ma appare molto difficile riuscire ad uscire da una crisi che ha portato l'inflazione alle stelle, la moneta svalutata pesantemente, le banche nazionalizzate ed il sistema economico sull'orlo del fallimento.
Le manifestazioni di piazza hanno avuto questa settimana dei risvolti violenti con scontri tra polizia e manifestanti che chiedevano la liberazione di uno di loro, fermato dalle forze dell'ordine. La situazione si è risolta, dopo lanci di lacrimogeni e cariche della polizia, con la liberazione del manifestante che se l'è cavata con il pagamento di una multa.
di Paul Danese

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