lunedì 24 novembre 2008

Andrea Camilleri, una voce fuori dall'osceno coro politico italiano


Intervista ad Andrea Camilleri
La legittima ondata (l’Onda) di proteste studentesche, seguita alla riforma di tutto il mondo della pubblica istruzione messa in atto dal ministro Maria Stella Gelmini, che da oltre un mese ha travolto tutta l'Italia con scuole e facoltà occupate, sit-in, cortei spontanei, assemblee e manifestazioni nazionali come quella dello scorso 14 novembre che ha visto scendere in piazza nella Capitale quasi 300mila studenti provenienti da tutta Italia, non accenna a placarsi. 


Un'onda ricca di storie differenti, di percorsi umani segnati da precarietà materiale ed esistenziale, di volti nel contempo gioiosi e arrabbiati. Un'onda comunque, bisogna dirlo, molto ben auto-organizzata, che ha trovato il sostegno, la solidarietà (tra i tanti) di un grande scrittore e cantore della Sicilia qual è Andrea Camilleri.


Camilleri, da troppi anni la Scuola e l'Università pubblica hanno rappresentato per i governi che si sono succeduti solo onerose voci di spesa da tagliare, piuttosto che istituzioni su cui investire. La Legge 133, come ormai ci tiene a sottolineare la ministra Gelmini, rappresenta però il passo conclusivo di un lungo processo di destrutturazione dell'università pubblica portato avanti anche dal governo Prodi...
Camilleri: Da tanto tempo si parla di una riforma della scuola e dell'università. Non è che negli anni precedenti non ci siano state delle riforme: ci siamo scordati della (riforma) Moratti o della Berlinguer?
E' evidente quindi che queste due riforme non hanno raggiunto lo scopo che si erano prefisse. Io contesto, e dico contesto nel modo più sostanziale, che questa della Gelmini sia una riforma. Voglio dire che si tratta solo di applicazioni di alcuni tagli voluti da Tremonti e Berlusconi per la particolare contingenza non solo italiana. Chiamare questa "cosa" della Gelmini riforma significa a mio avviso offendere coloro che, in qualche modo, la riforma della scuola hanno cercato di farla.

Il blocco del turn over, i tagli al fondo di finanziamento ordinario e la possibilità di trasformazione delle università pubbliche in fondazioni di diritto privato: insomma tutte scelte di tipo economico (come dice lei) che non hanno nulla a che vedere con le reali esigenze dell’Università pubblica e degli studenti... Una situazione tragica, come lei stesso ha definito…
Camilleri: Non hanno nulla a che vedere perché è chiaro che mentre c'era assoluta necessità di una riforma dell'ordinamento universitario, non c'era nessuna necessità del riordinamento delle scuole elementari e medie. Nessuna! 
Le scuole elementari come erano in Italia erano state portate ad esempio. Quindi questa “riforma”, o meglio tagli, non è altro che l'eliminazione di alcuni maestri per ridurre le spese, l'accorpamento di alcuni istituti per ridurre le spese, e l'istituzione, che mi sembra "fondamentale", del ritorno ai grembiulini. Tutto questo è fumo negli occhi: grembiulini, promozioni o bocciature col 5. Fumo negli occhi per far sì che una legge, divenuta ormai legge irrevocabile, tagli mostruosamente sulla scuola elementare e media.
Questo è un dato di fatto innegabile. Questo Governo non pensa al futuro, pensa solo all'oggi. Questa è gente che non ha una prospettiva al di fuori del prossimo semestre, e quindi tagliano. Per l'università il problema è diverso: avverranno lo stesso tagli, solo che saranno edulcorati, proposti agli italiani sotto forme diverse dato che l'impatto della prima "riforma" delle scuole elementari e medie è stato devastante.

Camilleri, lei spesso viene invitato da studenti dell'Università, dei licei. Ecco come interpreta questo "sentire vicini" dei giovani, degli studenti, personaggi anagraficamente molto distanti da loro come ad esempio lei e Dario Fo?
Camilleri: Forse chiedono consiglio al nonno: capita nelle famiglie che qualche giovane chieda consiglio al nonno. Io mi reputo un nonno che dà dei buoni consigli, anche se molti di centro e di sinistra sostengono che io sia un cattivo maestro. Io non sono un maestro, né cattivo né buono, sono semplicemente un uomo di una certa esperienza che pensa, se viene richiesto, di poter dare dei consigli.

Una bella immagine questa. Senta, dopo le sue simpatiche esternazioni sulla Gelmini, durante l'incontro con gli studenti del Liceo Mamiani di Roma, diversi sono stati gli indici puntati contro di lei, le prese di distanza, chi con fare perbenista, chi con malignità parlando di cattiveria o demenza senile. Ma perché ad esempio nessuno, a parte un parroco di una frazione (Don Santoro) ha aperto bocca, ha denunciato le scioccanti dichiarazioni di Cossiga?
Camilleri: Probabilmente i nostri politici sono abituati ad un linguaggio diverso dal mio. Io non ho adoperato le parole del loro vocabolario che sarebbero ‘mignottocrazia’, ‘favorita dell' harem’, ‘imbecille’ e via di questo passo. Ho semplicemente adoperato un paradosso nel quale ho detto che la Gelmini e molti di questo Governo non sono esseri umani in quanto "replicanti" di Berlusconi. Questo mi è avvalso - anche da parte di qualcuno del Pd che però scrive su «Libero» - che io con queste mie parole avrei armato la mano degli studenti. Cascano le braccia di fronte a interpretazioni di questo tipo, cosa vuole che le dica? Io ho semplicemente esposto con molta civiltà un paradosso fantascientifico, ma per questi esseri di destra e di sinistra, la distinzione tra realtà e fantascienza è impossibile.

Comunque sembra che la sua tesi sulla Gelmini sia stata "avvalorata" dall’attrice e comica Paola Cortellesi con il suo nuovo personaggio Maria Stella Gelmini-Pimer…
Camilleri: Questa è una splendida estensione dell'idea che avevo espresso…

A proposito della forzatura pronunciata dall’umanoide Gelmini interpretato dalla bravissima Paola Cortellesi “è bene che gli umani restino ignoranti e sottomessi, altrimenti prendono il sopravvento”, pensa si stia veramente attentando alla cultura?
Camilleri: Sono 30 anni che Berlusconi attenta alla cultura, sono 30 anni che con le sue televisioni private ha stabilito e riuscito a creare una piattaforma di ignoranza, ignavia e stupidità sulla quale lui ha potuto erigere la sua fortuna politica

In un libro intervista di qualche anno fa con Marcello Sorgi parla del suo impegno politico-civile. In quali termini la cultura, l'arte, riesce "influenzare" la politica?
Camilleri: Non so se la cultura e l'arte riescano ad influenzare la politica. La politica è un fenomeno a se stante che non ha nulla a che fare né con l'arte né con la politica. Vuole un esempio? Guardi il ministro Bondi che si è preoccupato di chiamare come manager di tutte le aree museali italiane uno che viene da Mc Donald's (Mario Resca ex amministratore delegato di McDonald's Italia, ndr). Cioè uno che non ha nessuna competenza in fatto di arte!

Un’ultima domanda, Camilleri. Cosa direbbe il commissario Montalbano a proposito dei crimini commessi dalle forze dell'ordine nella scuola Diaz durante il G 8 di Genova?
Camilleri: Montalbano si è già espresso in un libro: voleva dimettersi addirittura.
Questa sentenza (Assoluzione di 16 poliziotti per il massacro alla Diaz, ndr) segue l'andazzo dei tempi. Però è un buon avvertimento per la polizia: attenzione se strafate sarete solo voi i responsabili anche se obbedite agli ordini dei capi. I capi non pagheranno mai, pagherete voi. 
di Gabriele Paglino (Radio Città Aperta)

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