mercoledì 8 ottobre 2008

Uragano in Borsa, Asia a picco


NEW YORK
Chiusura drammatica di seduta per la borsa di Tokyo con l’indice Nikkei che ha perso il 9,38% a quota 9.203 punti. Wall Street ha vissuto un’altra pessima giornata e ha chiuso con un tonfo che ha portato le perdite del Dow Jones a quasi 900 punti in due giorni. Il Dow Jones ha chiuso al livello più basso degli ultimi cinque anni. Alla fine della seduta a Wall Street, il Dow Jones ha ceduto 508,88 punti (-5,11%), a quota 9.447,11 punti, mentre il Nasdaq è arretrato di 108,08 punti (-5,80%), a 1.754,88 punti. In calo anche lo S&P 500, che è sceso di 60,66 punti (-5,74%), a 996,23 punti. Le decisioni prese dalla Fed per rinvigorire il mercato del credito non sono state sufficienti per calmare gli investitori. 

Nel corso della giornata il presidente Bush ha parlato con Berlusconi, Brown e Sarkozy. Il presidente della Fed Ben Bernanke, in un discorso pronunciato a Washington, ha detto che la crisi finanziaria potrebbe prolungare le difficoltà economiche in cui si trovano gli Stati Uniti, e che la banca centrale americana potrebbe prendere decisioni in merito. 

Queste parole sono state viste come un chiaro segnale della disponibilità della Fed a tagliare di nuovo i tassi di interesse, forse già dalla prossima riunione di fine ottobre. Nel pomeriggio europeo il Presidente americano George W. Bush ha discusso la crisi finanziaria mondiale con i leader di Francia, Regno Unito e Italia, sottolineando la necessità di una cooperazione. Il Fmi prevede Italia e Gb in recessione nel 2009; con il Pil dell’Italia in calo dello 0,2%. - Borsa/ Tokyo in caduta libera: Nikkei -4,54% a metà giornata I governatori della Federal Reserve - la Banca Centrale americana - hanno preso in considerazione possibili tagli ai tassi d’interesse se la turbolenza del settore finanziario continuerà a colpire l’economia statunitense. È quanto si legge nelle minute del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, relative alla riunione dello scorso 16 settembre, quando i tassi sui fed funds e il tasso di sconto furono lasciati invariati rispettivamente al 2% e al 2,25 per cento. «Con un rischio sostanziale di diminuzione della crescita e il persistere del rischio di aumento dell’inflazione i membri hanno ritenuto che lasciare invariati i fed funds in questo momento bilanci adeguatamente il rischio», dicono le minute. «Alcuni membri hanno enfatizzato che le intensificate turbolenze finanziarie hanno portato ad un significativo peggioramento delle previsioni di crescita, e una risposta potrebbe essere necessaria; tuttavia, una tale risposta non è stata necessaria in questo meeting», si legge nelle minute. 

Per quanto riguarda l’andamento dell’inflazione le minute dicono che «la possibilità che l’inflazione `corè non si attenui come previsto è ancora una preoccupazione significativa». Tuttavia i partecipanti agli incontri di settembre sono sembrati relativamente ottimisti. «Varie misure delle aspettative di inflazione sono diminuite dall’ultimo meeting, e l’aumento nominale degli stipendi ha continuato ad essere moderato». 
Fonte: la Stampa

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