lunedì 13 ottobre 2008

TV trash tra poco anche in Italia..o c'è già?

Va in onda da anni su una delle tante tv via cavo, ma la prima volta che lo vedi non puoi rimanere impassibile di fronte al Maury Show. Più trash del suo predecessore Jerry Springer, il pioniere delle diatribe familiari urlate in televisione, il conduttore porta davanti alle telecamere storiacce di famiglie in via di disfacimento, ma il suo piatto forte è la sezione “I nostri sette bambini hanno bisogno del loro padre... fai il test!”. Che consiste appunto nel mettere alla gogna televisiva un padre che nega di esserlo, una madre disperata, e una busta che contiene il risultato del test del Dna sul figlio in questione. Con contorno di pianti, esultanze, parolacce coperte dal “beep”, fischi e applausi del pubblico, e non sempre con un lieto fine.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una puntata dello Show, “gustandomi” tre di questi casi. Nel primo, una coppia insieme da sette anni era divisa sulla paternità del loro secondo figlio, un piccolo di due. Secondo l’uomo, il bambino aveva la testa troppo grossa e non gli somigliava per niente. Ma l’apertura delle busta gli ha dato torto, e la coppia si è riconciliata per gli applausi del pubblico. Nel secondo caso, il padre voleva togliersi il dubbio sulla figlia di sei mesi: nel periodo del concepimento, intorno alla madre gironzolava un ex fidanzato, e lui voleva chiarire la questione una volta per tutte. Anche in questo caso, il test del Dna ha confermato che la piccola era figlia della coppia, che si è sciolta in lacrime con un abbraccio liberatorio. 

L’ultima storia non è però finita col “vissero felici e contenti”. Il caso era quello di un uomo che ha abbandonato la fidanzata pochi giorni dopo il parto, convinto che lei fosse già incinta quando ebbero il primo rapporto. Dopo il voto del pubblico, il conduttore ha aperto la busta e stavolta aveva ragione il (non) padre. Alla scoperta della verità, la donna è scappata nei corridoi dietro le quinte, singhiozzando incontrollabile e ripetendo di non sapere chi è il padre. L’uomo, dopo aver esultato con ripetute urla di gioia, è andato a consolarla per un momento, e l’ha poi lasciata lì tornando a festeggiare davanti alle telecamere, danzando come un rapper. 

E’ chiaro che i casi potrebbero benissimo essere inventati, o i litiganti attori che prestano le facce a storie vere. Ma la banalizzazione dei sentimenti, e il cattivo gusto nel metterli in scena davanti al pubblico-giuria, ha provocato una pioggia di critiche sul conduttore Maury Povich, accusato anche di perpetuare gli stereotipi su afro-americani e ispanici: dato che spesso storie del genere coinvolgono persone di basso livello socio-economico, è chiaro che le minoranze vi siano più rappresentate. Tutte ragioni che hanno portato un critico televisivo americano a definire il Maury Show “il peggior programma che si vede in tv”. Ma ha comunque un’audience di 3,5 milioni di persone, quanto il David Letterman Show. E se il trash dello Jerry Springer Show sembrava una cosa che può succedere “solo in America”, e poi ha invece ispirato diverse trasmissioni italiane, chissà che presto non vedremo anche sui nostri schermi l’apertura di una busta con il verdetto di paternità. 

1 commento:

  1. io direi che in italia c'è già la tv trash... forse non ne siamo ancora consapevoli ma già esiste

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