lunedì 13 ottobre 2008

Probo Koala, le conseguenze del disastro

Nell'agosto del 2008, il professore nigeriano Okechukwu Ibeanu, rappresentante speciale del Consiglio per i diritti umani dell'Onu, si è recato in Costa d'Avorio per constatare di persona i danni sulla popolazione civile provocati dallo sversamento delle sostanze tossiche provenienti dall'imbarcazione Probo Koala.PeaceReporter l'ha raggiunto telefonicamente per raccogliere le sue impressioni
 
Okechukwu IbeanuProfessor Ibeanu, lo scorso agosto Lei ha visitato i siti contaminati di Abidjan
Esatto. Le sostanze tossiche furono sversate in 18 punti della città, divisi in 7 località. Io ne ho visitate tre.
 
Come ha trovato le condizioni di vita della popolazione civile?
Molto difficili. Immagino che la cosa non sia limitata solo ai siti contaminati ma anche ad altre parti depresse della città. Penso però che ci sia comunque una correlazione con la presenza delle sostanze tossiche.
 
Nel Suo rapporto ha denunciato il fatto che molti dei siti contaminati non sono ancora stati trattati. Al momento della visita, la pulizia stava proseguendo?
In una delle zone a nord di Abidjan ho visto alcuni trattori in azione, negli altri siti nulla. Ritengo che una buona parte del materiale sversato non sia ancora stato rimosso. In alcuni casi i siti di sversamento sono stati coperti con della laterite, ma non penso che il rimedio sia adeguato alla gravità della situazione. Il governo non ha d'altronde i mezzi economici per proseguire nella pulizia.
 
Uno dei siti contaminatiE' possibile fare una stima delle conseguenze sulla salute della popolazione civile?
Non sono un esperto sanitario, il mio compito era valutare l'impatto dell'emergenza dal punto di vista dei diritti umani. E' però indubbio che sia necessario un rapporto completo e dettagliato da parte delle autorità sulle condizioni sanitarie di Abidjan, specie nei centri abitati vicini ai luoghi di sversamento. E' un punto su cui ho insistito molto con il governo.
 
Quale sono state le testimonianze che ha raccolto tra le vittime dell'emergenza sanitaria?
Buona parte delle persone con cui ho parlato mi ha riferito di essere stata curata nei giorni immediatamente successivi all'emergere della crisi, ma di non aver ricevuto né farmaci né trattamenti particolari. L'assistenza c'è stata, ma è risultata inadeguata rispetto alla serietà del problema. Anche il ministero della Sanità l'ha ammesso.
 
Il governo sostiene di non avere i mezzi economici per affrontare adeguatamente la situazione
Per questo ho continuato a fare appello alla comunità internazionale affinché assista le autorità ivoriane. Il governo e gli enti preposti alla pulizia stanno lavorando con quel poco che hanno, ma non basta.

Autore:Matteo Fagotto


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