martedì 7 ottobre 2008

L'AMERICA DOVREBBE ASCOLTARE AHMADINEJAD


DI PAUL CRAIG ROBERTS
Online Journal

  La settimana scorsa il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato iltesto completo del discorso all’Assemblea Generale dell’ONU del presidente iraniano Mahamoud Ahmadinejad. 

Nonostante i nostri padri fondatori avrebbero compreso ed appoggiato il discorso di Ahmadinejad alle Nazioni Unite, agli Americani di oggi potrebbe risultare strano se gli capitasse di sentirlo. 

Gli Americani di oggi, a differenza dei loro progenitori, vivono una vita materiale, non spirituale. Gli Americani molto probabilmente etichetterebbero le parole di Ahmadinejad riguardo l’obbedienza a Dio e giustizia come lo sproloquio di un estremista Islamico. 

L’arroganza degli Americani e la loro convinzione dell’eccezionalità degli USA causerebbero il rifiuto dell’idea che Ahmadinejad possa esporre le loro responsabilità insieme a quelle dei loro burattini della NATO e di Israele davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La demonizzazione di Ahmadinejad, da parte dei media di propaganda americani, è stata un tale successo che il suo discorso verrebbe immediatamente scartato dall’arroganza di quelli convinti di essere il sale del mondo.

Ahmadinejad ha fatto eco ad altri leader mondiali dichiarando che il potere degli Stati Uniti è in rapido declino. La "superpotenza" degli USA dipende finanziariamente dagli stranieri. Gli Stati Uniti non possono esistere senza i finanziamenti cinesi, così come l'Europa non può esistere senza l'energia russa. In Europa i burattini degli USA stanno rivalutando le conseguenze del servire l'egemonia Statunitense.

Una "superpotenza" che non può sottomettere Iraq ed Afghanistan, non può sottomettere Russia e Cina. Gli Americani ed i loro leader neocon credono che Cina e Russia finanzieranno una guerra degli USA contro loro stessi? Credono che la Russia continuerà a rifornire energia ai burattini della NATO se gli USA intensificheranno la loro aggressione nei confronti della Russia stessa?

Gli avvertimenti sulla dipendenza finanziaria Statunitense nei confronti degli stranieri sono stati ignorati.

Il piano di salvataggio del sistema finanziario Statunitense dipende interamente dalla volontà di Cinesi, Sauditi e altri stranieri di utilizzare il loro avanzo commerciale per acquistare strumenti finanziari del Tesoro USA, che devono essere venduti per finanziare, appunto, il piano di salvataggio delle istituzioni finanziarie del governo Bush. 

Il piano di salvataggio del budget del governo Statunitense va avanti da anni ed avviene ogni volta che il Tesoro USA mette in vendita il nuovo debito americano. Ora, però, il piano di salvataggio del governo Statunitense sta richiedendo, da parte degli stranieri, somme di denaro sempre più onerose con rischi molto più elevati. 

La settimana scorsa il Financial Times ha riportato che Peer Steinbruck, il Ministro dell’Economia tedesco, ha dichiarato che la crisi finanziaria americana è “una rottura fondamentale” e che “gli Stati Uniti perderanno il loro status di superpotenza del sistema finanziario mondiale” [US ‘will lose financial superpower status’. Di Bertrand Benoit, 25 Settembre, 2008] 

Stainbruck è stato magnanimo. Gli USA hanno perso questo status quando hanno iniziato a dipendere dagli stranieri per finanziare i consumi americani di beni stranieri e di beni e servizi americani prodotti all’estero, in aggiunta ai deficit dei budget del governo USA causati dalle spese di guerra. Infatti gli stranieri finanziano i mutui delle case degli Americani. Solo i Cinesi detengono circa 400 miliardi di dollari di bond di Fannie Mae e Freddie Mac [aziende sponsorizzate dal governo USA che si occupavano di gestire prestiti e mutui. Sono state acquisite questo mese dal Tesoro USA, ndt] 

E’ corretta la visione di Ahmadinejad, secondo la quale, con il declino della potenza egemone statunitense, il mondo è sul punto di diventare un posto migliore, più umano e più giusto? 

Mi chiedo. Molti Americani si ritengono realisti ostinati. Credono che questo sia un mondo competitivo: dobbiamo prendere “loro” prima che loro prendano noi. Questa visione paranoica è la base della politica estera e militare Statunitense. Secondo questa visione l’America non solo deve avere la capacità militare di sopraffare qualsiasi possibile nemico, ma deve anche prevenire l’ascesa di una o più nazioni che possano mettere in pericolo il potere americano. Questa è una “diplomazia” senza alcun concetto di convivenza pacifica o buona volontà tra gli uomini. Eppure gli Americani si reputano una nazione cristiana. 

neocon e i falchi dei repubblicani pensano che non vinciamo le nostre guerre perché manchiamo del coraggio richiesto per utilizzare la forza necessaria. Credono che gli USA dovrebbero utilizzare l’atomica contro ogni paese che non esegue i nostri ordini. Molti “conservatori” americani, infatti, desiderano che gli USA utilizzino l’atomica contro un paese “per dare al mondo una lezione”. 

Per assecondare questa sete di sangue, il Pentagono di Bush ha rivisto la dottrina di guerra degli USA, per permettere attacchi nucleari preventivi, anche contro paesi privi di armi nucleari. Gli attacchi nucleari preventivi non erano considerati un’opzione per gli USA durante la guerra fredda. 

Quale visione del futuro vincerà? La politica di coesistenza pacifica di Ahmadinejad o i desideri di dominio mondiale da parte dei neocon americani? Non ci si può rilassare dato ché vi sono alte probabilità che l’arroganza degli Stati Uniti porti ad uno scontro nucleare che distruggerà il mondo. 

Le persone per bene spereranno che la visione di Ahmadinejad e Steinbruck prevarrà e che il resto del mondo si sveglierà e si domanderà se vuole continuare a finanziare le imprese egemoni americane che mettono a repentaglio la vita sulla terra. 

Il giorno che i banchieri stranieri chiuderanno il rubinetto del credito al Tesoro USA, l’arroganza americana sarà domata.

Paul Craig Roberts [scrivigli un'email] è stato Assistente Segretario del ministero del Tesoro americano, durante l’Amministrazione Reagan. E’ un ex Editore Associato del Wall Street Journal, è stato per 16 anni columnist di Business Week e di Scripps Howard News Service e di Creator’s Sindacate di Los Angeles. Ha avuto numerose cattedre universitarie, inclusa quella "William E. Simon" della facoltà di Politica Economica del Center for Strategic and International Studies della Georgetown University e Senior Research Fellow dell’Hoover Institution e della Stanford University. E’ stato insignito della Legion d’Onore dal Presidente della Francia e gli è stata assegnata la medaglia d’argento del Ministero del Tesoro Usa, per il suo “importante contributo alla formulazione della politica economica americana”.

Titolo originale: "America should listen to Ahmadinejad"

Fonte: http://onlinejournal.com

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