martedì 14 ottobre 2008

La rabbia della Podgorica serba

Disordini, scontri ed incidenti tra i manifestanti e la polizia, con circa34 feriti e 28 arresti. Questo il prevedibile edito della manifestazione di Podgorica per protestare contro il riconoscimento del Kosovo da parte del Governo di Djukanovic, dopo che il Montenegro aveva deciso di sostenere la Serbia, e tutto il popolo serbo, per la difesa della storica terra ortodossa. Circa 10mila sostenitori hanno risposto all'appello dei quattro partiti di opposizione filo-serbo, manifestando per chiedere al governo di annullare la decisione, di indire un referendum sulla questione o andare a nuove elezioni. I leaders del partito Partito Popolare Serbo, del Partito Popolare, del Partito Democratico Serbo e della Lista Serba, hanno così rivendicato il dovere di difendere il volere dei cittadini che si sono schierati accanto al Kosvo e Metohija. Vasilije Lalosevic, portavoce dell'SNP, ha aperto la manifestazione leggendo le richieste da trasmettere al governo, accolte dalle forti acclamazioni della folla.

I dimostranti hanno chiesto così che il governo annulli il riconoscimento del Kosovo entro mercoledì, 15 ottobre, alle ore 11:00, e che il Parlamento annunci simultaneamente il referendum . Se queste richieste verranno rifiutate, Lalosevic avverte che l'opposizione chiederà al Presidente montenegrino di indire le elezioni anticipate che dovranno tenersi entro la fine di quest'anno. Il corteo di manifestanti portava con sé bandiere serbe e manifesti, con scritto "Il Kosovo è il risultato degli orrori della Nato", ma anche fotografie ed immagini dei serbi rapinati ed assassinati in Kosovo. I canti di sostegno per il Kosovo, si sono alternati con fischi ed insulti rivolti al Premier Djukanovic, accusato di tradimento.  I manifestanti consegneranno anche  una lettera di protesta all’ambasciata statunitense a Podgorica, contro le pressioni per ottenere il riconoscimento del Kosovo da parte del Montenegro, insieme con Gran Bretagna e i Paesi della NATO, affermando che "attraverso i regimi fantoccio nella regione realizzano i loro interessi".  

Terminata la manifestazione, un gruppo di dimostranti ha forzato un cordone di polizia davanti alla sede del Parlamento, con lanci di pietre e infrangendo finestre. La polizia ha risposto lanciando gas lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla, provocando negli incidenti 34 feriti, tra cui 23 poliziotti e 11 civili, nonchè 28 arresti. Durante i forti sconti sono rimaste gravemente ferite due personne, dei reporter e dei poliziotti. Un grande numero di agenti della polizzia speciale montenegrina ha bloccato l`edificio del Parlamento e del Governo, così anche le strade circostanti, mentre degli elicotteri hanno continuato a sorvolare la città. Secondo l`agenzia di informazioni montenegrina, la sittuazione nei pressi delle vie principali e delle istituzioni si presenta relativamente calma, anche se si teme un'ulteriore degenerazione della situazione. Il Montenegro ha infatti commesso l'errore di subordinare la stabilità interna della regione agli interesse delle lobbies internazionali che vogliono portare a compimento il piano del Kosovo.

Rinascita Balcanica

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