domenica 5 ottobre 2008

Il mondo della finanza è in fin di vita, non serve l'accanimento terapeutico

DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centro Fondi

Il senato americano ha approvato la manovra di salvataggio per il mondo finanziario per 700 miliardi di dollari. Le sofferenze reali sui mutui intervengono però solo per 200 mld, ma considerando che qualcosa le banche riusciranno a recuperare dagli immobili, possiamo dire che le reali perdite potrebbero essere 100 mld. Dove finiscono allora gli altri 600 mld che Paulson gestirà da buon padre padrone?

Quali sono le reali condizioni finanziarie delle banche americane?

A parte questi “piccoli” e ragionevoli dubbi che nessuno degli attori ci dice, rimane il fatto che il popolo viene fatto pagare in modo molto salato per almeno due volte, uno per l’indebitamento e uno per il salvataggio del sistema finanziario.

Il fatto è che anche questi “spiccioli” non serviranno a un bel niente, sarà come dare un’aspirina ad un malato terminale. Intanto si consente di far sopravvivere, ancora una volta, un sistema già morto ormai da prima della bolla speculativa del 2000.

Purtroppo, l’Europa seguirà l’esempio americano, l’Irlanda ha già coperto le falle garantendo i depositi, la Francia sta studiando un piano europeo e quindi presto anche noi contribuiremo a mantenere in vita un sistema che è uno zombie.

Infatti questa enorme infusione di liquidità non risolve il problema, ma allontanerà solamente il momento della resa dei conti. E’ ormai da molti mesi che il sistema delle “bande centrali” sta immettendo liquidità nel sistema, a breve si abbasseranno anche i tassi ed è pensabile che i mercati finanziari prima o poi reagiranno a questa ulteriore iniezione di droga e quindi anche l’economia abbia un momento di apparente ripresa di cui noi italiani, grazie alla cura ultratrentennale dei nostri politici, non ci accorgeremo nemmeno.

Perché diciamo che il sistema è già morto e che si sta tentando di rianimare uno zombie? La riposta è nel grafico di lungo periodo dei tassi e prendiamo ad esempio quelli americani. 

Appare evidente un ciclo dei tassi che è partito dal dopoguerra, ha avuto un massimo negli anni ’80 e poi una lunga fase discendente fino ai giorni nostri dove ha toccato il minimo.

Le fasi intermedie dove vedete i tassi scendere sono le fasi di recessione dei cicli intermedi dell’economia di 3-5 anni che si inseriscono in questo grande ciclo.

Se vedete il denaro come una merce, si alza il prezzo quando c’è molta richiesta (tassi in aumento) e si abbassa il prezzo quando c’è poca richiesta (tassi in diminuzione) per renderlo maggiormente appetibile, allora la cosa si chiarisce ancora di più.

Il sistema bancario ha attinto dal sistema economico in espansione tassi che sono arrivati fino al 20% a dimostrazione che l’economia fino a quel momento riusciva a pagare tassi così elevati pur continuando ad espandersi.

Dagli anni ’80 qualcosa è successo, perché i tassi sono scesi costantemente?

Semplicemente perché proprio negli anni ’80 il debito accumulato, che sino ad allora stava sonnecchiando, è esploso partendo con una progressione esponenziale.

L’esplosione del debito, se non accompagnata da una riduzione del costo del denaro, avrebbe portato velocemente alla paralisi del sistema economico e finanziario ed alla morte della gallina dalle uova d’oro perché fette sempre maggiori di ricchezza venivano sottratte al sistema dai costi esponenziali del debito. 

In pratica il sistema bancario e la moneta messa in circolazione a fronte di un indebitamento come avviene oggi, o da parte degli stati, tramite l’emissione di obbligazioni statali, o dei privati con prestiti, linee di credito aziendali, mutui ecc., si comporta come un vampiro che succhia al sistema energia in quantità sempre maggiori fino a che il corpo (sistema economico) non collassa e per non collassare gli vengono forniti anestetici e droghe (denaro a debito) per continuare ad andare avanti ancora un po’.

Ai giorni nostri la curva del debito ormai assorbe quote talmente imponenti del reddito prodotto dall’economia che il corpo sta letteralmente collassando e se non si libera velocemente del vampiro, che continua insaziabile a succhiare la sua energia, a breve spirerà.

Per questo è necessario che il sistema economico, per reggere a questi travasi sempre maggiori di energia, debba crescere sempre, senza tregua. Per questo ci incitano sin da bambini alla “competitività” ad essere sempre meglio degli altri e ci mettono gli uni contro gli altri e sempre per questo siamo in forte debito con le risorse del pianeta.

La situazione non è dissimile dai bozzoli dove le macchine allevavano gli umani e da cui traevano energia descritti magistralmente in Matrix, film da vedere e rivedere molte e molte volte.

L’organismo economico non può sostenere più questo travaso impressionante di energia e rischia il collasso. Spero che a questo punto capiate come sia impensabile anche solo immaginare di vivere ancora dentro questo sistema con questi parassiti da sfamare e quindi le soluzioni sono o la morte dell’organismo, cosa che hanno tentato più volte di scatenare con una guerra mondiale, oppure una enorme crisi economica e finanziaria che permetterebbe al sistema di perpetuarsi ancora nell’eterno gioco del padrone (le banche) e degli schiavi (noi).

Il “risveglio” in atto delle masse, sempre più desiderose di capire, sta mettendo a dura prova l’eterno gioco del “cambiare tutto per non cambiare niente” ed è per questo che riteniamo che questa ultima fase sia cruciale per il ripristino di un sistema libero dalla schiavitù e che veda il popolo riappropriarsi delle sovranità che gli sono state negate:

• Sovranità monetaria, dove il denaro sia solo un mezzo ed uno strumento di scambio e non di sopraffazione come invece è adesso

• Sovranità territoriale come dimostrano gli episodi di Chiaiano e Vicenza

• Sovranità della salute senza le lobbies del farmaco che creano schiere di malati per poi curarli speculando sul dolore e la sofferenza

Siamo ormai invasi dai mr. Smith, sempre per rimanere nella metafora del film Matrix, che assumono le sembianze di Bush, Berlusconi, Paulson, Tremonti, Trichet, La Russa, Putin, ma il matrix, quella rete di menzogne e condizionamenti, finalmente si sta velocemente sgretolando.

Il lavoro per recuperare la libertà non sarà facile, ma ne varrà la pena, ognuno di noi però deve fare la sua parte e non può più delegare nessuno. Dobbiamo ricostruire l’economia distrutta scientificamente per permettere al sistema di diventare indispensabile, ripartendo dalla spina dorsale di ogni economia ovvero l’agricoltura e la comunità.

Fuori dalla logica della crescita continua e del debito perpetuo si apre un mondo di abbondanza e si liberano talmente tante ricchezze da risolvere tutti quegli squilibri, povertà, fame, corruzione, sfruttamento, sopraffazione, di cui il sistema aveva necessità e di cui si alimentava.

Di come uscire dal matrix e come ricostruire noi stessi e l’economia si parlerà al meeting di Riccione di ArcipelagoSCEC http://www.centrofondi.it/articoli/8berscec.pdf VI ASPETTIAMO!

That’s all folks

PER I GRAFICI SI CONSULTI IL PDF

Pierluigi Paoletti
Fonte: http://www.centrofondi.it/ Link: http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf

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