martedì 14 ottobre 2008

Gli Usa martellano il Pakistan

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti si avvicinano, e l'amministrazione repubblicana uscente è decisa a ottenere qualche clamoroso risultato nella Guerra al Terrorismo da poter spendere nella campagna elettorale di McCain come asso nella manica dell'ultimo minuto. Nel mirino del Pentagono c'è l'obiettivo mediatico per eccellenza: Al-Qaeda. Non potendo puntare su Osama Bin Laden (oramai da tutti dato per morto) la scelta cade necessariamente sul numero due dell'organizzazione, il medico egiziano Ayman Al-Zahahiri, che se ne sta nascosto da anni sulle montagne delle Aree Tribali pachistane (Fata), al confine con l'Afghanistan. 

Soldati Usa sul confine afgano-pachistanoUn intervento sempre più diretto. L'urgenza di ottenere questo obiettivo politico spiegherebbe, secondo i principali giornali pachistani, l'escalation dell'intervento militare statunitense in Pakistan delle ultime settimane. 
Un intervento sempre più diretto e sempre meno delegato alle forze armate di Islamabad, poco affidabili in quanto costrette con il ricatto a combattere in casa propria una guerra di cui farebbero volentieri a meno. La settimana scorsa il ministro della Difesa pachistano Kamran Rasool ha pubblicamente ammesso che il Pakistan non ha altra scelta se non eseguire gli ordini di Washington, perché altrimenti il Paese (da mesi in preda a una gravissima crisi economica, ndr) collasserebbe nel giro di tre giorni senza il sostegno finanziario statunitense. 

Villaggio waziro colpito da missili UsaProssimo obiettivo: Nord Waziristan. Dopo due mesi di guerra, costati migliaia di morti e mezzo milione di profughi, l'esercito pachistano non è ancora riuscito a riprendere il controllo dell'area tribale di Bajaur. Ciononostante, secondo la stampa locale, i generali pachistani hanno ricevuto l'ordine di preparare una nuova offensiva in Nord Waziristan, dove secondo la Cia sono rifugiati Al-Zawahiri e compagni. 
Ma questa volta, vista la necessità di ottenere risultati rapidi, gli Stati Uniti non lasceranno fare ai pachistani e scenderanno direttamente in campo. Non solo intensificando i raid missilistici dei droni 'Predator' contro i presunti covi di Al-Qaeda (già diventati di frequenza quasi quotidiana), ma anche agendo direttamente sul terreno dalle nuove basi operative Usa allestite in zona. 

La base Usa di HasanpurUsa basati tra Tarbela e Hasanpur. A fine settembre, trecento militari delle forze speciali Usa sono arrivati nel quartier generale della Special Operation Task Force pachistana sul lago di Tarbela, una ventina di chilometri a nord di Islamabad. Ufficialmente si tratta di consiglieri militari con compiti di addestramento. Come centro operativo delle attività delle forze Usa in Pakistan sarebbe stato scelto il vicino aeroporto di Hasanpur, poco più a valle, che nelle scorse settimane è stato sottoposto a lavori di ingrandimento, con miglioramenti alla pista e costruzione di nuovi hangar, bunker ed edifici. Tutto farebbe pensare a qualcosa di più di un semplice centro di addestramento. 

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