lunedì 6 ottobre 2008

"Giù le mani dalla scuola pubblica"

Milena Vercellino
Trentamila voci da piazza Castello a via Verdi contro la Gelmini
 
Doveva essere l´unica manifestazione unitaria in Italia contro la riforma Gelmini, si è trasformata nella prova generale dello sciopero nazionale della scuola che verrà proclamato per fine ottobre, probabilmente per il 31. Più di trentamila insegnanti, genitori e bambini, il mondo della scuola piemontese al gran completo, hanno sfilato ieri pomeriggio per le vie del centro. Una folla come neanche ai tempi della riforma Moratti. Non sono bastate piazza Castello e via Verdi per contenere il corteo che si è snodato sotto un caldo sole: l´affluenza inattesa, ben oltre le 5mila persone di cui si parlava qualche giorno fa e superiore anche alle stime molto incoraggianti che circolavano ieri, ha obbligato la questura ad estendere il percorso attraverso tutta via Po, piazza Vittorio, corso San Maurizio, viale Partigiani. Insegnanti, genitori e bambini sono arrivati da tutto il Piemonte, a bordo di decine di autobus organizzati dai sindacati, per gridare il proprio "no" alle sforbiciate sulla scuola, all´introduzione del maestro unico, all´aumento dei bambini per classe, alla riduzione degli organici dei docenti e delle ore di lezione. Gli organizzatori (la Flc-Cgil, la Cisl e la Uil scuola, Gilda e Snals), i sindacati di base che hanno aderito alla manifestazione ed i comitati dei genitori guardano con soddisfazione e un po´ di stupore la folla da grandi numeri radunatasi per contrastare «un provvedimento che taglia le certezze e mette in moto un meccanismo di precarietà nel mondo della scuola», spiega Diego Meli della Uil. «E´ una manifestazione della scuola senza precedenti, frutto di un sentire diffuso: nemmeno la Moratti era riuscita a portare in piazza tanta gente. Questo è il grande contributo del Piemonte alle politiche nazionali sulla scuola», dice Rodolfo Aschiero della Cgil. «Nel corteo c´è una forte presenza di delegazioni delle singole scuole. I genitori, gli insegnanti, i bambini, si sono organizzati per rispondere alla nostra richiesta di mobilitazione», sottolinea Enzo Pappalettera della Cisl. «Questa mobilitazione è un caso che apre una strada per tutto il Paese», dice Lorenzo Varaldo del Manifesto dei 500. «Dobbiamo restare uniti finché ci sarà questa situazione, dobbiamo salvaguardare il tempo pieno e l´occupazione dei lavoratori della scuola», dice Franco Coviello dello Snals.

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