martedì 7 ottobre 2008

El Pais: Berlusconi sopprimerà 50.000 posti da insegnante

Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, sta progettando di sopprimere, a partire dal 2009, la maggior parte dei posti da insegnante di materie specializzate e limitare così la quantità di maestri delle scuole elementari a uno per classe. La riforma inoltre ridurrebbe quasi della metà la settimana scolastica, frastornando la vita dei genitori dei 2,8 milioni di bambini italiani dai 6 ai 10 anni.

Tornare a questo modello, abbandonato 30 anni fa, aiuterà il paese più indebitato d’Europa a risparmiare 7.000 milioni di euro all’anno. Spariranno almeno 50.000 posti di lavoro nelle scuole elementari, secondo Rino di Gennaro, presidente di Gilda, un sindacato che rappresenta il 15% degli insegnanti delle scuole elementari d’Italia. Il ministro dell’Educazione, Mariastella Gelmini, argomenta che, col tempo, il paese starà meglio.

“L’Italia è divisa in due” ha detto la Gelmini giovedì scorso quando è arrivata davanti a una barricata di manifestanti appostati davanti ai suoi uffici a Roma. “Una parte dell’Italia vuole professori pagati di più e un’educazione migliore. L’altra è semplicemente un piccolo gruppo di pusillanimi. Non ci faccio caso”.

Proteste notturne

Maestri e genitori hanno protestato per i tagli all’impiego, che colpiranno 18.163 scuole elementari pubbliche e 240.000 impiegati. Il sindacato CGIL, il più grande d’Italia, ha minacciato di convocare uno sciopero generale nelle scuole se i legislatori non rivedranno il progetto, discusso attualmente in Parlamento.

All’apertura dell’anno scolastico, il 15 settembre, i maestri si sono vestiti di nero per ricevere i genitori che portavano i bambini alla scuola elementare Capponi, a Firenze.

Gli oppositori non danno segnali di resa. Questo giovedì i maestri hanno organizzato una manifestazione durata tutta la notte in 25 scuole elementari di Roma, con lo slogan “No Gelmini Day”. 

“Le minacce di scendere in strada con gli scioperi non mi impressionano” ha detto Berlusconi. “Ottengono l’effetto opposto: mi spingono ancora di più a continuare in questa direzione”. Il Primo Ministro ha la maggioranza della democrazia moderna in Italia: 340 seggi alla Camera su un totale di 630.

Link: http://italiadallestero.info/archives/1229

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