lunedì 6 ottobre 2008

Alcune delle risposte di Sarah Palin ai giornali e alle televisioni


Durante l’intervista concessa alla Cbs, la giornalista Katie Couric le ha domandato cosa significasse essere governatrice dello Stato americano più vicino all’Alaska. Dall’espressione stranita della Palin si capisce che è una domanda che non si aspetta. Rimane spiazzata per un attimo e poi dice, “ehm….è molto importante tenendo conto dei problemi di sicurezza nazionale con la Russia…se Putin rialzasse la testa sconfinando nello spazio aereo degli Stati Uniti, dove andrebbe?….in Alaska! Ecco dove!”. 

La giornalista sembra piuttosto perplessa, come probabilmente milioni di Americani che avranno pensato di aver trovato l’equivalente di un Bush in gonnella, almeno per quanto riguarda le capacità oratorie. Ma la Palin non ha ancora finito: “E’ dall’Alaska”, continua l’ex governatrice, “che partono quelli che controllano questa potente nazione…la Russia…perché sono proprio li…dietro l’angolo…” Se i giornalisti della CBS fossero andati in una scuola elementare di Anchorage, capitale dello Stato e avessero chiesto la stessa cosa a un alunno qualsiasi, probabilmente avrebbero ricevuto una risposta meno infantile di quella della Palin. 

Poi è arrivato il momento di parlare della crisi finanziaria che sta devastando l’economia americana e mondiale. “Secondo lei”, ha domandato la giornalista alla Palin, “non sarebbe preferibile spendere 700 miliardi di dollari per aiutare le famiglie ad arrivare a fine mese, sostenendole negli acquisti quotidiani, permettendo loro di spendere e rivitalizzare l’economia, invece di soccorrere queste grandi istituzioni finanziarie che hanno una così grande parte di colpa in quello che è successo.” Ecco la risposta. “…E’ proprio questo il motivo per cui dico….sono…come ogni americano con cui parlo…arrabbiata per il fatto che debbano essere i contribuenti a pagare il salvataggio…ma alla fine il salvataggio aiuterà gli stessi contribuenti che oggi si lamentano e consoliderà la nostra economia”, per un attimo la Palin fa silenzio, sembra che abbia finito, invece no, sta solo riflettendo a cosa dire. Si concentra e poi riparte: “...ehm…si tratta di…insomma bisogna agire per creare posti di lavoro. Consolidare l’economia e rimetterla sulla buona strada. La riforma dovrà essere accompagnata da un abbassamento delle tasse per far ripartire il commercio…perché il commercio dev’essere visto come un’opportunità e non come…come…una cosa competitiva che fa paura. Il piano di salvataggio va sicuramente in questa direzione.” 

«Mi informo poi rispondo». Sarah Palin è stata anche protagonista di una gaffe, in un'intervista. «Ora mi informo e poi le rispondo», ha praticamente risposto all'intervistatrice della Cbs che le chiedeva di dimostrare con esempi l'immagine di un John McCain da sempre sostenitore della necessità di riformare e regolare il sistema finanziario. «Cercherò di trovarne qualcuno e poi glielo riferirò» ha risposto la Palin, visibilmente seccata, quando Katie Courie le ha ripetuto la domanda. «Nonostante l'impegno della Palin, si tratta di esempi difficili da trovare - maligna oggi l'Huffington Post - perché in questi 26 anni McCain è stato un campione della deregulation». La gaffe della Palin arriva proprio dopo le proteste da parte dei giornalisti americani per il fatto che la campagna repubblicana tiene volutamente lontano dai media la candidata alla vicepresidenza, concendendo solo poche e selezionate interviste, senza tenere conferenze stampa o rispondere alle domande al volo dei reporter che seguono i suoi tour elettorali. 

In un'altra intervista dichiara: "Una guerra con la Russia può diventare necessaria, se Mosca invadesse un altro paese come ha fatto con la Georgia".
E ancora:  "La guerra in Iraq è un compito indicato da Dio".

Durante la prima intervista - La 'Bush Doctrine' non era evidentemente tra i manuali studiati da Palin, che ha uno straordinario talento politico ma un'esperienza assolutamente limitata su questioni di rilevanza nazionale e soprattutto di politica estera. Gibson si è sentito rispondere "A che riguardo, Charlie?" quando ha chiesto un parere sulla dottrina. E ha colto l'occasione al volo. "Che cosa intende, per dottrina Bush?". Palin ha tentato una risposta: "La sua visione del mondo...". Bush, ha continuato, "ha cercato di eliminare dalla faccia della terra l'estremismo islamico, i terroristi che hanno giurato di distruggere il nostro Paese. Ci sono stati errori di percorso, svarioni, e questo è il bello della democrazia e delle elezioni, che danno agli americani l'opportunità di eleggere leader migliori".

 

Ma la risposta, per quanto ben articolata, non era quella giusta, Gibson ha spiegato, con aria da prof in cattedra, che la dottrina Bush è quella che teorizza l'attacco preventivo. Senza batter ciglio Palin ha risposto: "Charlie, se abbiamo prove di intelligence che ci dicono che un attentato contro l'America è imminente, abbiamo ogni diritto di difendere il Paese".



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