Sino a 20 anni fa le forniture energetiche dal fronte orientale erano targate Urss. Anche durante gli inverni rigidi della Guerra fredda, gas e petrolio arrivavano puntuali in Europa, andando talvolta a tappare le falle che si creavano dal Golfo. Mosca è dunque stata sempre un partner affidabile, sia per gli Stati satelliti sia per l’Occidente. Non senza una certa retorica, il più lungo oleodotto del mondo, che ancora oggi trasporta dalla Russia petrolio sino in Germania e Italia, era stato chiamato «Drushba» (amicizia): erano gli Anni 60 e nessuno avrebbe pensato che l’amicizia di allora si sarebbe trasformata qualche decennio più tardi in duello.
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venerdì 10 febbraio 2012
La Grecia è fallita, era ora
A dare la misura del disastro, ci sono le entrate relative all’Iva ellenica, la quale nonostante l’aumento delle aliquote ha portato nelle casse dello Stato 1,85 miliardi di euro contro i 2,29 miliardi dell’anno prima. Per forza, se riduci uno alla fame, come pensi che te le paghi le tasse!? O evade o non le paga, altrimenti mangia in sassi per strada!
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Grecia
mercoledì 8 febbraio 2012
La Georgia è leader mondiale per uso di programmi per computer piratati
Secondo stime recenti il 93% del software utilizzato in Georgia è piratato. Quasi tutti ricorrono all'utilizzo di software illegale senza avere la percezione di violare la legge. Nei negozi di Tbilisi si comprano computer con preinstallato Windows e altri programmi senza licenza. Nei negozi di dischi si comprano tranquillamente CD e DVD non originali. Una situazione che nel breve periodo non sembra destinata a cambiare.
Secondo stime del 2010 della Business Software Alliance , l'unione che unisce le principali case produttrici di software mondiali, la Georgia è leader mondiale per uso di programmi per computer piratati. Secondo lo studio, il 93% del software utilizzato in Georgia sarebbe non originale. Al secondo posto nella classifica mondiale si trova lo Zimbabwe (91%), ma su questi livelli sono anche Armenia (89%) e Azerbaijan (88%). A due anni di distanza non sono ancora state pubblicate nuove stime, ma per quanto riguarda la Georgia non c'è da aspettarsi grandi cambiamenti: il numero di cittadini ligi alla legge e disposti a pagare cifre considerevoli per ciò che si può ottenere gratis probabilmente non è aumentato di molto.
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Scienze e tecnologie
Mossad-Cia sull'attacco all'Iran
La rivelazione è emersa durante un'audizione del comitato ristretto sui servizi segreti del Senato Usa, alla quale hanno preso parte il direttore della CIA David Petraeus, il DNI (direttore dell'intelligence nazionale), James Clapper, e la presidente del comitato, Dianne Feinstein.
Durante l'incontro, secondo le notizie riportate dal giornale israeliano Haaretz, la Feinstein ha chiesto a Clapper se Israele intenda o meno attaccare gli impianti nucleari iraniani, domanda a cui Clapper ha risposto chiedendo la prosecuzione della seduta a porte chiuse.
martedì 7 febbraio 2012
Le Forze Armate di Teheran lo sanno
Nelle ultime settimane i venti di guerra soffiano sull’Iran. Le Forze Armate di Teheran lo sanno e preparano contromisure che sono d’attacco. Rivolte al suo attaccante principale – Israele – che, del blocco occidentale intenzionato a usare la forza contro lo Stato degli Ayatollah, è la punta di diamante. Ma fra gli stessi israeliani il fronte non è compatto. Non tanto quello dell’opinione pubblica che, secondo recenti sondaggi, appoggerebbe solo al 40% un’azione armata pur rivolta contro i presunti centri di produzione dell’arma atomica.
sabato 4 febbraio 2012
Un cartello sui tassi d'interesse tra dodici colossi bancari
L'antitrust elvetico sta cercando di far luce sui presunti accordi tra alcuni dei maggiori istituti di credito mondiali per prestarsi denaro a vicenda a interessi inferiori a quelli di mercato. "Un'intesa su larga scala, che presuppone responsabilità ai massimi livelli".
LUGANO - Per quattro anni, tra il 2006 ed il 2010, un cartello di 12 banche avrebbe influenzato, traendone profitti illeciti, i tassi Libor e Tibor, quelli in base ai quali gli istituti di credito si prestano, reciprocamente, denaro, sui mercati di Londra e Tokyo. Lo ha scoperto, aprendo un'inchiesta in Svizzera, la Comco, la Commissione della Concorrenza, ovvero l'antitrust elvetico. Un'inchiesta che riguarda anche operazioni sul mercato dei derivati in quanto le banche, finite nel mirino della Comco, si sarebbero pure messe d'accordo sul prezzo d'acquisto e di vendita di questi prodotti, a condizioni vantaggiose per loro ma non per la clientela.
Questa nuova tegola sulla credibilità del sistema finanziario internazionale coinvolge, in modo trasversale, banche europee, statunitensi ed asiatiche. Alcune delle quali, tra l'altro, già pesantemente implicate nella vicenda dei subprime e, in taluni casi, salvate dal fallimento grazie a forti iniezioni di soldi pubblici. Parliamo di Ubs, Credit Suisse, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, Hsbc, Rabobank, Société Générale, Citigroup, JP Morgan, Sumitomo Mitsui Banking Corporation, Bank of Tokyo-Mitsubishi e Mizuho Financial.
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Svizzera
Egitto strategicamente in tensione
Far credere che la follìa ultras sia svincolata da qualsivoglia logica nella Premier League d’ogni latitudine è un boomerang che già sta colpendo chi l’ha orchestrato. Appare chiaro come la strage di Port Said (74 morti sugli spalti più 3 fuori nella coda di scontri di ieri) che ha visto supporter del team di casa Al-Masry scagliarsi con attrezzi e coltelli contro quelli del pur odiato Al-Ahly cairota sia innescata da una regìa esterna alle curve. Così la pensano anche taluni osservatori della violenza negli stadi. Nel parapiglia, che come in un remake dell’Heysel ha visto fra l’altro morire soffocate e schiacciate decine di persone, ci saranno pure stati ragazzotti della tifoseria locale infoiati da uno scontro fisico aiutato dalla passività delle Forze dell’Ordine ma difficilmente ci si accanisce a morte sul nemico di classifica in un momento di schiacciante vittoria. Tre a uno a proprio favore era il risultato finale della partita. E per quello che l’Egitto sta vivendo ormai da tredici mesi, la strage dello stadio si ricollega a precedenti episodi di violenza gratuita e pilotata contro inermi cittadini.
Recessione europea
La crisi dell’Eurozona si aggrava ancora. Dopo la Grecia anche il Belgio, il Portogallo e la Spagna sono entrati in recessione e rischiano di indebitarsi ancora con i grandi organismi dell’usura internazionale . Il Belgio è infatti il terzo Stato della zona euro a entrare in recessione dopo aver subito un leggero calo della produzione negli ultimi tre mesi del 2011 e una caduta del Prodotto interno lordo, con una contrazione dello 0,2 per cento del Pil e dello 0,1 per cento solo nel terzo trimestre dello scorso anno . Contrazioni avvenute durante un tumultuoso periodo che ha visto la nascita di un nuovo governo, dopo 18 mesi di paralisi politica, la nazionalizzazione di Dexia Banque Belgique e il declassamento da parte di Standard & Poor’s.
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venerdì 3 febbraio 2012
Contro chi effettivamente è rivolto il cosiddetto “embargo petrolifero contro l’Iran”?
Si tratta di una importante questione geo-strategica.
Oltre a respingere le nuove misure dell’Unione Europea (UE) contro l’Iran come controproducenti, Teheran ha messo in guardia gli Stati membri dell’Unione Europea che l’embargo petrolifero dell’UE contro l’Iran farà molto più male a loro e alle loro economie che all’Iran.
Teheran ha così avvertito i leader dei paesi UE che le nuove sanzioni sono stolte e vanno contro i loro interessi nazionali e di blocco.
Ma tutto ciò è corretto? Alla fin fine, chi beneficerà della catena di eventi che stanno per essere messi in moto?
Teheran ha così avvertito i leader dei paesi UE che le nuove sanzioni sono stolte e vanno contro i loro interessi nazionali e di blocco.
Ma tutto ciò è corretto? Alla fin fine, chi beneficerà della catena di eventi che stanno per essere messi in moto?
Capitalismo di stato
A giudizio dell’Economist, portavoce del neoliberismo globale, (vedi Bajo la Lupa, 25 gennaio 2012) il "capitalismo di Stato" prospetta "un tema con variazioni idiosincratiche".
Adrian Wooldridge ritiene che “la cosa più sorprendente delle imprese statali è il loro pieno potere collettivo nel mondo emergente", che le ha rese “più ricche” nel decennio scorso: le 121 principali imprese statali della Cina hanno aumentato gli attivi totali da 360 miliardi di dollari nel 2002 a quasi 3 trilioni di dollari nel 2010.
Un anno dopo la crisi del 2008, l’85 per cento di 1,4 trilioni di dollari di prestiti bancari sono stati destinate alle imprese statali. Non è un caso, ma si tratta della mia ipotesi sul successo poco riportato della Cina e del Brasile che hanno conservato la propria banca statale (a differenza della mediocrità del "Messico neoliberista").
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